Rassegna stampa 16 luglio 2019

16/07/2019 – Gazzetta di Mantova

Tea, l’ utile è al top E ora investimenti per 250 milioni e 110 assunzioni

il bilancio
La multiutility festeggia i 20 anni coi conti migliori di sempre Cresce il dividendo e ai Comuni andranno 6,7 milioni
In archivio un utile di gruppo che supera i 19 milioni di euro, in prospettiva investimenti per 250 milioni e un piano di assunzioni di oltre 110 persone. I numeri presentati ieri all’ assemblea dei soci di Tea sono i migliori dalla costituzione della società a oggi: un buon modo di festeggiare i vent’ anni e di chiudere il primo mandato di Massimiliano Ghizzi, scelto per guidare la multiutility nel luglio 2016 e confermato ieri per il prossimo triennio, fino all’ approvazione del bilancio 2021.Il bilancio consolidato del Gruppo Tea chiude con un risultato netto di 19,3 milioni di euro, con un segno più rispetto al 2017 (19 milioni). E cresce anche il valore della produzione (da 269,2 a 276,4 milioni di euro), in grado di compensare l’ aumento di circa 4 milioni dei costi operativi e di generare un Margine operativo lordo (Ebitda) di oltre 42 milioni, l’ 8% in più del 2017.Buoni anche i risultati della capogruppo Tea Spa, che ha fatto registrare un utile di 17,5 milioni (+9,4% rispetto al 2017): di questi, 6,7 milioni saranno distribuiti ai 55 Comuni soci (5,2 milioni nel 2017). Cresce, di conseguenza, il dividendo: da 18,3 a 23,6 euro per azione. «Si tratta di risultati non sempre conseguiti con facilità – ha commentato Ghizzi – e questo anche a causa di fattori esterni come i cambiamenti climatici, che hanno avuto un impatto sui consumi, o come i progetti di riforma normativa del settore».Ai Comuni non andrà, però, soltanto il dividendo, ma un contributo complessivo, in termini di benessere, per circa 67 milioni di euro: «Bisogna considerare i 28 milioni di stipendio dei dipendenti, che per il 93% risiedono in provincia, i 29 milioni ai fornitori locali, i contributi per la gestione delle reti».Ghizzi ha accennato anche alle tariffe, che per acqua e rifiuti risultano inferiori a quelle praticate dalle altre aziende, e alla sicurezza sul lavoro: anche in questo caso, Tea ha indici migliori, per frequenza e gravità degli incidenti, rispetto alle concorrenti. Tra i fattori che, per il gruppo, hanno contribuito ai numeri positivi, c’ è la dedizione del personale.I dipendenti sono 565, cinque in più rispetto al 2017: 29 le persone andate in pensione, dieci le dimissioni, sette i contratti a termine non rinnovati, 51 le nuove assunzioni. Poi c’ è «la fiducia dei clienti, che nei settori elettricità e gas sono cresciuti del 9% rispetto al 2017».Non soltanto dati: tra le righe di come è andato il 2018, Tea si sofferma sui progetti. Tra questi il via alla riqualificazione dell’ impianto di Pieve di Coriano per produrre biometano da organico e vegetale della raccolta differenziata (che ha raggiunto una percentuale dell’ 81,22%), il sistema Citybin in centro a Mantova e lo sviluppo della rete del teleriscaldamento. Progetto, quest’ ultimo, che torna nel piano industriale 2019-2023, in cui la «lettera chiave – ha anticipato Ghizzi – sarà la “s” di sostenibilità, servizi, sensibilità sociale». La sostenibilità, per la quale il gruppo si impegna a raggiungere 13 dei 17 obiettivi fissati dall’ Onu, sarà il pilastro strategico dello sviluppo, insieme con crescita e innovazione.Da un punto di vista più pragmatico, sono previsti investimenti per 250 milioni di euro e l’ assunzione di oltre 110 persone, in tutti i settori, con l’ obiettivo di raggiungere, alla fine del periodo, un Margine operativo lordo di 62 milioni e un utile di gruppo di 25 milioni. Dieci milioni saranno investiti, nei cinque anni, per digitalizzare le reti e gli impianti e ridurre, così, anche i tempi di intervento in caso di guasti. –Sabrina Pinardi BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

16/07/2019 – Il Messaggero (ed. Umbria)
Acqua, l’ Aman finisce sul mercato Via libera dai sindaci dell’ amerino

SERVIZI AMELIA- Aman in vendita. Sembra sarà questo il destino della partecipata che gestisce il servizio idropotabile del comprensorio amerino. «L’ idea della riorganizzazione del servizio idrico del comprensorio parte da lontano – specifica la sindaca di Amelia Laura Pernazza – già nel 2005 erano stati fatti degli studi in merito. Adesso si sono verificate delle condizioni per cui è stata ripresa in mano la questione. Non da ultima la legge Madia che vieta ai Comuni di detenere quote in più aziende che abbiano il medesimo oggetto sociale. Nel caso specifico, Sii e Aman». Dunque, riorganizzazione, monetizzazione (il Comune di Amelia detiene il 66% delle quote) e razionalizzazione sembrano essere le linee guida dell’ operazione. La notizia ha scatenato una dura reazione dell’ opposizione sia in sede istituzionale che su alcuni manifesti affissi in città. «Smentisco le illazioni avanzate sulla procedura – ribatte la prima cittadina- è stata fatta una riunione con tutti i sindaci dei comuni interessati ed è stato fatto un primo incontro con i sindacati. Vorrei che fosse chiaro che se il progetto di vendita va avanti è perchè esiste un’ unanimità di intenti da parte dei soci. Il Comune di Alviano ha già deliberato in consiglio il proprio ok». Un accordo trasversale che trova il suo equilibrio in una serie di garanzie e prende le distanze dallo scontro amerino, liquidandolo come il frutto di dinamiche politiche locali. «Se si trattasse soltanto di una vendita per monetizzare – precisa il sindaco di Guardea Gianpiero Lattanzi- sarei contrario. Sono favorevole invece ad una riorganizzazione complessiva del servizio unitamente ad una serie di garanzie occupazionali ed economiche». Dello stesso avviso il sindaco di Giove Alvaro Parca. «Non c’ è nessuna preclusione alla vendita-precisa- a patto che sia garantita la permanenza sul territorio di una vera e propria sede operativa, che siano salvaguardati tutti i lavoratori e che venga attribuito il giusto valore economico alla società». A questo proposito sarà incaricato un team di tecnici che effettuerà la stima. «Non soltanto a livello di bilancio -spiega la Pernazza- ma anche tenendo conto della strategia aziendale nel medio e lungo periodo». Ad oggi il compratore più interessato sembra essere Acea. «Nell’ ambito dell’ operazione- spiega Lattanzi- Acea si farebbe carico di una parte di debiti del Sii derivati dai costi di locazione delle reti idriche di proprietà comunali. Sempre Acea metterebbe sul piatto circa 10 milioni di euro, in prestito, da investire in servizi e migliorie». Francesca Tomassini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

16/07/2019 – Italia Oggi
Appalti, al via consultazione per il regolamento

Una consultazione pubblica per la stesura del Regolamento di attuazione del codice appalti. È quanto avviato dal ministero delle infrastrutture sul proprio sito istituzionale. La consultazione del Mit, accessibile al link http://regolamentounico.mit.gov.it/user/login sarà attiva fino al 2 settembre 2019. Dalla precedente consultazione pubblica sul Codice dei contratti pubblici, avviata dal Mit lo scorso anno, è emersa la volontà degli stakeholder e degli operatori istituzionali per la sostanziale abrogazione della soft law e delle linee guida Anac, rilevando come questa esperienza non abbia sortito alcuno degli effetti prefissati dalla riforma, determinando più di un’ incertezza e instabilità del quadro normativo. In adesione al risultato della consultazione, il decreto Sbloccacantieri ha previsto l’ adozione di un Regolamento recante disposizioni di esecuzione, attuazione e integrazione del codice in materia di: a) nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento; b) progettazione di lavori, servizi e forniture, e verifica del progetto; c) sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali; d) procedure di affidamento e realizzazione dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie; e) direzione dei lavori e dell’ esecuzione; f) esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, contabilità, sospensioni e penali; g) collaudo e verifica di conformità; h) affidamento dei servizi attinenti all’ architettura e all’ ingegneria e relativi requisiti degli operatori economici; i) lavori riguardanti i beni culturali. Il Mit garantirà «la massima partecipazione di tutti gli attori interessati (istituzioni, associazioni di categoria e operatori del settore). I risultati della consultazione saranno elemento di valutazione per l’ attività del gruppo di lavoro, coordinato dall’ Ufficio legislativo del ministero, nella stesura del regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici. Maggiori informazioni sulla consultazione e sulle modalità di partecipazione sono reperibili al seguente indirizzo: http://regolamentounico.mit.gov.it/ © Riproduzione riservata.

16/07/2019 – Italia Oggi

Alitalia, Fs sceglie Atlantia. Entrerà con Mef e Delta

La holding autostradale del gruppo Benetton affiancherà gli azionisti pubblici e privati chiamati a contribuire al piano di salvataggio e rilancio industriale della compagnia aerea. Di Maio: “Abbiamo gettato le basi per il rilancio. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo”

di Giampiero Di Santo

Alla fine Fs ha scelto Atlantia. Sarà la holding del gruppo Benetton ad affiancare le Ferrovie, il ministero dell’Economia e Delta Airlines nel capitale dell’Alitalia con l’obiettivo di rilanciare la compagnia di bandiera nell’ennesimo piano di salvataggio. Niente da fare, invece, per Claudio Lotito, patron della Lazio, per il gruppo Toto e per Avianca di German Efremovich, che avevano presentato offerte per l’acquisto di quote azionarie. Una nota del consiglio di amministrazione di Ferrovie ha dato la notizia in poche righe: “Il cda di Fs in data odierna, valutate le conferme di interesse pervenute, ha individuato Atlantia quale partner da affiancare a Delta Air Lines e al ministero dell’Economia e delle Finanze per l’operazione Alitalia. Fs Italiane inizierà a lavorare quanto prima con i partners individuati per condividere un Piano industriale e gli altri elementi dell’eventuale offerta”. Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, ha commentato così la scelta di Fs: “Alitalia è la nostra compagnia di bandiera, sono i nostri aerei, sono i nostri lavoratori. Io non canto mai vittoria prima di vedere le carte e un serio piano industriale, perché non faccio campagna elettorale sulla pelle delle famiglie e delle persone. Ma oggi possiamo dire di aver posto le basi per il rilancio di Alitalia. E lo possiamo dire a gran voce perchè avevamo ereditato una situazione disastrosa. Noi siamo riusciti a trovare una soluzione e questo è un grande risultato. Un grande risultato raggiunto dopo settimane di lavoro intenso. Mentre qualcuno oggi si prendeva un caffè al tavolo e recitava la solita parte, qui abbiamo fatto la differenza”. Parole che dovrebbero rendere meno amara la pillola per l’elettorato pentastellato, di certo non molto soddisfatto per una decisione che in sostanza sconfessa la guerra fatta ai Benetton dai vertici del M5s, Di Maio e Danilo Toninelli in prima linea. Non è un caso che Di Maio abbia sottolineato come sia stata Fs e non il governo a scegliere l’offerta di Atlantia e abbia aggiunto: “Sia chiara una cosa però: niente e nessuno cancellà i 43 morti del Ponte Morandi. Niente e nessuno cancellerà il dolore delle loro famiglie. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro! Andiamo avanti. Meno parole, più fatti!”. Molto critiche le opposizioni: il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parla di “confusione e opportunismo” del governo, mentre Stefano Fassina (Leu e Patria e Costituzione) chiede a Di Maio di riferire in parlamento sulla vicenda. I sindacati, invece, attendono di essere convocati dal ministero dello Sviluppo economico.  La nuova compagnia dovrebbe partire con una dotazione di circa un miliardo: è certo è che il Mef parteciperà con il 15%, Delta con un altro 15%, Fs potrebbe arrivare al 35% e una pari quota è attesa da Atlantia, con un esborso di circa 350 milioni.

 

16/07/2019 – ANSA

AAA per Provincia Bolzano ‘senza’ Italia

Massimo rating stand alone, mentre quello tradizionale è A-

(ANSA) – BOLZANO, 16 LUG – Per la prima volta Fitch Ratings valuta la solidità finanziaria della Provincia autonoma di Bolzano senza legarla al sistema-Italia. Il rating “stand alone” è da AAA, mentre quello “tradizionale” è A-. Soddisfatto il presidente Arno Kompatscher, secondo il quale “la tripla A è la conferma dello stato di salute delle finanze provinciali e, più in generale, dell’economia locale. Questo lusinghiero risultato è frutto del mix positivo fra basso indebitamento, bilancio solido e forti indicatori socio-economici”. Per quanto riguarda la valutazione tradizionale del rating della Provincia di Bolzano, ovvero quella che vede l’amministrazione valutata come parte del sistema-Italia, Fitch ha confermato il rating di lungo termine A-, di due livelli superiore rispetto al BBB- dell’Italia, definendo “stabili” le prospettive di lungo periodo. Secondo Kompatscher, il fatto che un’agenzia svolga una procedura ad hoc è “la dimostrazione che la nostra autonomia è riconosciuta a livello internazionale”.

16/07/2019 – ANSA

Salini presenta nuova offerta per Astaldi

Nel Progetto Italia, previste linee credito e aumenti capitale

Il CdA di Salini Impregilo ha deliberato una nuova offerta per Astaldi che aggiorna il piano di concordato della società e si inserisce nel quadro del cosiddetto Progetto Italia, che punta al consolidamento del settore delle grandi opere e delle costruzioni. La proposta, articolata in molti punti, prevede tra l’altro un aumento di capitale per cassa pari a 225 milioni riservato a Salini Impregilo, l’impegno alla concessione di alcune linee di credito e l’ipotesi di un aumento di capitale di Salini da 600 milioni con la partecipazione di banche e Cdp.
Salini Impregilo ha ricevuto “comfort letters non vincolanti” dai diversi soggetti coinvolti in Progetto Italia che “confermano la rispettiva disponibilità a proseguire fattivamente e in buona fede le negoziazioni attualmente in corso”. Lo si legge in una nota in cui vengono fatti i nomi di “Salini Costruttori, Cdpe” e di “Intesa Sanpaolo, UniCredit, Sace, Bnp Paribas, Illimity, Banco Bpm, Mps” . L’obiettivo è “definire termini e condizioni del loro intervento”.
La Nuova Offerta di Salini Impregilo è condizionata “alla sottoscrizione, entro il 1 agosto 2019, di accordi vincolanti con Cdp Equity (Cdpe) e gli istituti finanziatori con riferimento all’ aumento di capitale di Salini Impregilo e alla manovra finanziaria complessiva entrambi relativi a Progetto Italia”. È quanto viene indicato nella nota diffusa da Salini Impregilo dopo Cda che si è riunito in serata”.

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16/07/2019 – IL Sole 24 Ore – Edilizia e territorio

Appalti, Toninelli apre la consultazione sul nuovo regolamento unico al codice

Mauro Salerno

Possibile inviare contributi fino al 2 settembre accedendo alla sezione ad hoc del sito del ministero delle Infrastrutture

È partita ieri, sul sito del ministero delle Infrastrutture, la consultazione pubblica sulla stesura del Regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici. Dopo quella partita ad agosto 2018 (rimastaaperta fino al 10 settembre scorso) sulla riforma al codice poi sfociata nelle correzioni apportate con il decreto Sblocca-cantieri e nella legge delega che ancora attende di essere esaminata dal Parlamento, è ora la volta del nuovo regolamento unico chiamato a mandare in pensione la soft law dell’Autorità Anticorruzione.

La consultazione, a cui si può accedere da questo link al sito del ministero delle Infrastrutture, rimarrà aperta fino al 2 settembre 2019. Per inviare i contributi è necessario registrarsi «Il Ministero delle Infrastrutture – si legge nella nota che annuncia l’avvio della consultazione – ritiene fondamentale garantire la massima partecipazione di tutti gli attori interessati, ognuno con le sue specificità (istituzioni, associazioni di categoria e operatori del settore)».

I risultati della consultazione verranno utilizzati dal gruppo di lavoro, coordinato dall’Ufficio legislativo del Ministero, «nella stesura di questo importante documento di attuazione del Codice dei contratti pubblici».

La consultazione pubblica, segnala ancora il Mit, è per sua natura ampia e rivolta a tutti gli stakeholder. «In questo specifico caso – spiega il ministero – , si è ritenuto di prevedere pagine di accesso distinte in considerazione dei soggetti partecipanti, ossia: a) istituzioni;
b) associazioni di categoria; c) operatori del settore».

La consultazione ha per oggetto una serie di temi mirati relativi alle materie che dovranno essere trattate dal regolamento.

Dunque si tratta di:
a) nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento;
b) progettazione di lavori, servizi e forniture e verifica del progetto;
c) sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali;
d) procedure di affidamento e realizzazione dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie;
e) direzione dei lavori e dell’esecuzione;
f) esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, contabilità, sospensioni e penali;
g) collaudo e verifica di conformità;
h) affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria e relativi requisiti degli operatori economici;
i) lavori riguardanti i beni culturali.

I partecipanti alla consultazione potranno inserire un solo contributo per ciascun tema in consultazione, accedendo in via esclusiva ai contributi inseriti, con la possibilità di visualizzarli, modificarli o eliminarli. Gli interventi, infatti, non saranno visibili a tutti i partecipanti registrati ma solamente ai rispettivi autori.

Ulteriori informazioni sulla consultazione e sulle modalità di partecipazione sono disponibili a questo indirizzo.

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16/07/2019 – IL Sole 24 Ore – Edilizia e territorio

Offerta troppo bassa, arrivano i chiarimenti del Mit per il calcolo della soglia di anomalia

Alberto Barbiero

Le amministrazioni devono applicare le sequenze di calcolo definite dai nuovi commi 2 e 2-bis de codice, avendo ora un quadro certo, grazie a un parere del Mit

Le stazioni appaltanti devono rilevare le offerte anormalmente basse nelle gare con il minor prezzo applicando le due nuove formule introdotte nel codice dei contratti pubblici dalla legge 55/2019, potendo ora contare suun’interpretazione risolutiva del Mit sulla maggiore criticità operativa.

Le sequenze di calcolo 
Le amministrazioni devono applicare le sequenze di calcolo definite dai nuovi commi 2 e 2-bis dell’articolo 97 del Dlgs 50/2016, avendo ora un quadro certo, grazie a un parere del Ministero delle infrastrutture sull’applicazione di una formula decrementale che aveva determinato interpretazioni contrastanti.
Le due disposizioni prevedono un sistema di calcolo per la rilevazione delle offerte anormalmente basso differenziato, a seconda che alla gara siano ammesse offerte in numero pari o superiore a quindici (comma 2) oppure in numero inferiore a tale soglia (comma 2-bis). I due percorsi non devono invece essere effettuati quando alla gara siano ammesse offerte in numero inferiore a cinque.
In entrambe i casi la stazione appaltante deve applicare un algoritmo dettagliatamente descritto dalle nuove norme, che per le gare con più di quindici offerte conduce al calcolo di una soglia-base e al decremento della stessa , mentre nelle gare con meno di quindici offerte porta alla determinazione di una soglia che può essere assoggettata a due metodologie di calcolo correttivo, qualora il rapporto che la definisce sia inferiore o superiore a un certo indicatore.
L’individuazione delle offerte anormalmente basse a seguito dell’applicazione dei due sistemi di calcolo comporta l’applicazione del meccanismo di esclusione automatica regolato dal comma 8 dello stesso articolo 97 del Dlgs 50/2016, a condizione, tuttavia, che l’appalto sia di valore inferiore alle soglie Ue e non sia stato qualificato dalla stazione appaltante come di rilevanza transfrontaliera nonché che il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a dieci.

Difficoltà applicativa
Nella sequenza di operazioni definita dal comma 2, il nuovo dato normativo ha tuttavia evidenziato una difficoltà applicativa, a causa di una formulazione eccessivamente sintetica di una parte descrittiva dell’algoritmo. La lettera d) della disposizione, infatti, stabilisce che la soglia calcolata deve essere decrementata di un valore percentuale pari al prodotto delle prime due cifre dopo la virgola della somma dei ribassi effettuata nella prima operazione, applicato allo scarto medio aritmetico definito nel secondo passaggio della sequenza.
A fronte della difficile interpretazione sul prodotto delle due cifre dopo la virgola della somma dei ribassi, la Regione Toscana ha chiesto un chiarimento al Mit, che lo ha reso chiarendo che nell’algoritmo il decremento deve essere calcolato considerando il prodotto derivante dalla moltiplicazione del primo decimale dopo la virola della somma dei ribassi con il secondo. L’interpretazione è stata resa nota dal soggetto aggregatore gestore della piattaforma telematica Start, con un comunicato inviato martedì scorso alle stazioni appaltanti e agli operatori economici iscritti, con il quale è stata ufficializzata l’interpretazione resa dagli uffici del ministero.
Il Mit ha infatti evidenziato che l’algoritmo da utilizzare per implementare quanto disposto dall’articolo 97, comma 2 del codice è il seguente:

Sa = M + S x[1-(c1xc2/100)]

dove

Sa = soglia di anomalia

M = media aritmetica calcolata come descritto alla lettera a) dell’articolo 97, comma 2 S = scarto medio aritmetico

c1 = primo decimale dopo la virgola della somma dei ribassi

c2 = secondo decimale dopo la virgola della somma dei ribassi.

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16/07/2019 – IL Sole 24 Ore – Edilizia e territorio

Effetto sblocca-cantieri sui microappalti: sparito un terzo dei bandi sotto 150mila euro

Mauro Salerno

A giugno crollano anche gli appalti integrati: segno che le amministrazioni non si fidano della “liberalizzazione” a metà varata (per errore) con il decreto 32/2019

Effetto-Sblocca cantieri sui piccoli appalti. Sono bastate poche settimane di applicazione delle nuove regole che consentono l’affidamento diretto dei lavori fino a 150mila euro per far sparire dal mercato oltre un terzo dei bandi relativi all’assegnazione dei micro-cantieri . A certificare i dati è l

Il dato più rilevante, tra i molti contenuti nell’osservatorio, è proprio quello sui micro appalti. I bandi per l’assegnazione di commesse sotto i 150mila euro a giugno 2019 sono scesi a quota 533 per un controvalore di 34 milioni. Due numeri che la dicono lunga sull’effetto dell’entrata in vigore delle nuove regole che – dal 19 aprile fino a 200mila euro e poi dal 18 giugno fino a 150 mila euro – consentono ai funzionari pubblici di assegnare questo tipo di commesse direttamente, in via fiduciaria, salvo dimostrare di aver consultato almeno tre preventivi (se disponibili). Rispetto a giugno dell’anno scorso – quando il Cresme aveva contato 845 avvisi in questa fascia – il numero dei bandi è crollato del 36,9% portando nella “zona grigia” degli appalti che possono fare a meno delle più severe regole di pubblicità contratti per un importo di 21 milioni, pari a un calo del 38,4% (in termini assoluti si scende da 55 a 24 milioni).

E dire che giugno non è stato un mese debole per il mercato dei bandi, anzi.

Interessante andare a vedere altri aspetti dentro i numeri dell’Osservatorio Cresme, resi disponibili ieri in esclusiva al Sole 24 Ore. Il boom registrato nella prima parte dell’anno stato così forte che il dato del primo semestre l 2019 assorbe tutti gli stop & go delle ultime settimane e resta largamente al di sopra dell’equivalente periodo del 2018: +36,3%.

Tornando al dato di giugno, nel mercato dei lavori pubblici tradizionali (al netto cioè di concessioni, del project financing e del partenariato pubblico-privato) l’effetto sblocca-cantieri si è sentito eccome. I bandi sono diminuiti del 9,6% (1.573 contro 1.741) mentre gli importi sono crollati di oltre un terzo, scendendo da 3,9 a 2,6 miliardi (-33,7 per cento).

A subire una pesante frenata sono stati soprattutto gli appalti integrati, dove al contrario ci si aspettava un boom di pubblicazioni grazie alla scelta dello Sblocca-cantieri di congelare fino al 2020 l’obbligo di bandire le gare su progetto esecutivo. Invece è accaduto tutto il contrario. Il numero di bandi di progetto e lavori si è dimezzato passando da 50 a 26 avvisi, mentre gli importi sono crollati del 77,5% da 1,65 miliardi a 370 milioni. Segno evidente che le amministrazioni non si fidano della “liberalizzazione” a metà sancita dal decreto che – per un evidente errore – ha cancellato solo un parte dei divieti previsti dal codice appalti, lasciando in piedi le norme che obbligano a bandire le gare su progetto esecutivo. Come era facile prevedere – di fronte all’incertezza – le amministrazioni su questo fronte hanno tirato i remi in barca.

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16/07/2019 – IL Sole 24 Ore – Edilizia e territorio

Progetto Italia, la Cassa è pronta per un impegno non vincolante

Carlo Festa

Bnp Paribas disponibile a fornire solo i finanziamenti ma non a diventare socio. Al cda di Salini Impregilo le lettere con il supporto di Intesa, Unicredit e Banco

Nel giorno del termine di presentazione al Tribunale di Roma del piano per il salvataggio di Astaldi, arrivano le attese «comfort letter» delle banche, cioè gli impegni ufficiali a partecipare finanziariamente al risanamento del gruppo romano e, più in generale, al collegato piano di sistema nel settore delle costruzioni che ruota attorno a Salini Impregilo, cioè Progetto Italia.

L’architettura dell’operazione ha avuto ieri uno snodo cruciale: il progetto è stato all’esame di un consiglio di amministrazione di Salini Impregilo, che ha preso atto dell’impegno degli istituti di credito (che poi dovranno deliberare nei loro rispettivi Cda) e delle intenzioni di Cdp. Quest’ultima, tramite Cdp Equity, dovrebbe infatti inviare nelle prossime ore al Cda di Salini un impegno non vincolante a proseguire nelle negoziazioni.

Il piano sta dunque prendendo corpo: il Cda di Salini, terminato ieri in tarda serata, dovrebbe inviare al board di Astaldi la proposta, che poi sarà girata al Tribunale. Mancano però ancora da definire alcuni aspetti, motivo per cui il Tribunale potrebbe rinviare ulteriormente a fine mese la scadenza per la procedura concorsuale, in attesa di tutta la documentazione completa.

Tra le altre cose, emergono anche pesi diversi sul fronte bancario, dove le banche coinvolte sono principalmente Intesa Sanpaolo, Unicredit, BancoBpm, Bnp Paribas-Bnl e Mps. Proprio Intesa Sanpaolo, Unicredit e BancoBpm avrebbero dato la loro disponibilità a partecipare sia all’aumento di capitale di Salini sia ai finanziamenti necessari al salvataggio di Astaldi: circa 200 milioni di cassa e altri 350 milioni di fidi per garantire la continuazione delle commesse.

Differente è la posizione di Bnp Paribas-Bnl, pronta a partecipare soltanto sul lato del debito, come da prassi dell’istituto non incline a entrare nei singoli dossier in qualità di socio. Lo stesso ruolo che dovrebbe assumere Mps, anche se per l’istituto senese era abbastanza scontata una scelta di questo tipo.
C’è poi il ruolo cruciale di Cassa Depositi e Prestiti che sta ancora approfondendo la sua partecipazione a Progetto Italia: secondo il piano, Cdp dovrebbe infatti fornire 250 milioni di euro della ricapitalizzazione di Salini Impregilo, mentre altri 150 milioni dovrebbero arrivare dalle banche (con pesi a questo punto tutti da definire), 50 milioni da Pietro Salini e altri 150 milioni dal mercato (con garanzia di Bofa Merrill Lynch e Citi). In tutto, per complessivi 600 milioni.

Insomma, per arrivare a una quadratura del cerchio la partita potrebbe arrivare ai tempi supplementari. L’intero iter finora ha già collezionato due rinvii: dal 31 marzo, data originaria fissata dal Tribunale per la chiusura della procedura, al 20 maggio e poi al 15 luglio. Un terzo rinvio non spaventa nessuno e questa volta sarebbe l’ultimo, con l’auspicio di chiudere la partita entro la fine del mese. Si andrebbe invece a ottobre per l’aumento di capitale di Salini Impregilo, necessario per procedere. Per l’operazione serve infatti un passaggio in assemblea, prevedibilmente in settembre.
Sul piatto c’è appunto un’operazione da 600 milioni, di cui 225 da dirottare su Astaldi. Poi, visto il capitale disponibile, Progetto Italia potrebbe aprirsi anche ad altri soggetti del settore delle costruzioni.

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