Rassegna stampa 04 luglio 2019

03/07/2019 00.00 – Mondo Utilities

GRUPPO CAP INAUGURA IL PRIMO CANTIERE GREEN A MAGNAGO

Sono iniziati oggi 2 luglio i lavori per la nuova rete fognaria a emissioni zero, grazie all’impiego di materiale ecocompatibile, di veicoli a basso impatto ambientale e alla piantumazione di alberi ad alto assorbimento di anidride carbonica

Sono iniziati oggi 2 luglio, e proseguiranno fino alla fine di ottobre a Magnago, i lavori per il primo cantiere sostenibile di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, affidati all’azienda SIA srl, all’interno dell’accordo quadro 2018/2021. Si tratta di un progetto da oltre 200mila euro per la posa di circa 250 metri di nuove tubazioni.

“Resilienza, è questa la parola giusta per comprendere il nostro approccio verso il territorio di Magnago e di tutti i comuni della Città metropolitana, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. L’abbiamo messo nero su bianco nel nostro primo piano di sostenibilità che guarda al 2033 e che mira a fare dell’economia circolare il nostro modello di riferimento per minimizzare l’impatto ambientale e lo spreco di una risorsa essenziale come l’acqua, creando valore dalle materie di scarto”.

La realizzazione della nuova rete fognaria riguarda via Ada Negri, via Novara e via F.lli Bandiera, essendo questa porzione di territorio a oggi non servita dalla pubblica fognatura. La scelta di Gruppo CAP e di SIA srl è quella puntare sulla sostenibilità: il cantiere, per un costo previsto di 222.560€, prevede infatti una serie di accorgimenti, modalità di lavoro e impiego di materiali che consentano la riduzione delle emissioni e il totale rispetto del territorio, anche in chiave di economia circolare.

Il Piano di Sostenibilità di Gruppo CAP, presentato il mese scorso, illustra infatti come le stime relative alla crescita della popolazione mondiale (9,8 miliardi entro il 2050) pubblicate dalle Nazioni Unite, insieme alla rapida crescita economica dei Paesi in via di sviluppo, produrrà come conseguenza un aumento della domanda di risorse naturali. Il National Footprint Accounts ha stimato che nel 2018 l’Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui la terra è andata in debito di risorse naturali, sia stata superata il primo di agosto. Continuando con i trend attuali, entro il 2050 l’umanità consumerà ogni anno il doppio delle risorse che il Pianeta è in grado di produrre.

La strategia per invertire queste tendenze è l’economia circolare, che prevede di utilizzare i prodotti di oggi come risorse per domani, riducendo al massimo i rifiuti e gli impatti sull’ambiente. In questa logica si inserisce la strategia di Gruppo CAP, presentata nel Piano di Sostenibilità come impegno a “chiudere il cerchio”, per recuperare la maggior quantità possibile di materia ed energia, con l’obiettivo di lungo periodo di ridurre del 40% le tonnellate di CO2 equivalente, corrispondenti all’impatto delle attività aziendali.

Il cantiere di Magnago è un passo concreto in questa direzione, grazie a soluzioni tecniche che coniugano le migliori tecnologie disponibili sul mercato con l’obiettivo della sostenibilità ambientale. Nel dettaglio, per realizzare la nuova rete fognaria:

–  saranno utilizzate tubature in materiale plastico riciclato (PEAD e PVC-U).

– I macchinari e i mezzi di servizio per il cantiere sono stati scelti in base al basso livello di emissioni (vetture bifuel a GPL e Metano, macchinari Stage IV, ovvero a basse emissioni grazie ai sistemi HPCR – minori consumi grazie a un nuovo sistema di iniezione che regola la pressione del carburante – e SPC – che riduce il numero di giri quando il carico del motore è basso, che si traduce nel Minimo Automatico dopo 4 secondi a basso regime e nello spegnimento automatico dopo 3 minuti.

– I materiali di rinterro degli scavi saranno costituiti da sabbietta, ghiaietto e frantumato interamente riciclati, preferibilmente provenienti dallo scavo stesso se le analisi della composizione del terreno scavato daranno esito positivo per il riutilizzo (UNI EN 13242/13285).

Grazie a questi accorgimenti, SIA srl ha potuto valutare la Carbon Footprint del cantiere – sia in termini di anidride carbonica equivalente che in termini di fabbisogno energetico – basandosi sulla metodologia LCA (Life Cicle Assessment) previste a livello internazionale dalle norme della serie UNI EN ISO 14040 attraverso la quale vengono analizzati tutti i processi correlati al servizio, dalla fase di produzione delle tubazioni fino alla posa in cantiere. L’analisi, realizzata secondo lo standard internazionale, conclude che il cantiere di Magnago ridurrà la Carbon Footprint di circa il 30%rispetto allo stesso lavoro eseguito con le tecniche e i materiali tradizionali.

04/07/2019 – Corriere del Trentino
Letturisti Dolomiti energia, accordo dopo cinque mesi

Condizioni garantite
TRENTO Dopo quasi cinque mesi si conclude positivamente la vertenza per i letturisti in appalto di Dolomiti energia. Siglato ieri, infatti, l’ accordo sindacale per il passaggio dei lavoratori alla Barbagli srl, che gestirà una parte del servizio con un subappalto affidato alla Nircoop. Verranno garantite le stesse condizioni contrattuali, retributive e di inquadramento del precedente appalto. «Grazie alla mobilitazione dei lavoratori è stato possibile sventare il tentativo di applicare un contratto pirata in Trentino – afferma Roland Caramelle, segretario generale della Filcams del Trentino -. È stata utile anche la presa di posizione di qualche amministrazione comunale che ha permesso che la questione prendesse una piega positiva. Il risultato comunque non era scontato e il tempo trascorso come le numerose proroghe lo testimoniano. Senza la tenacia dei lavoratori non ci saremmo riusciti». I letturisti passeranno alla società fiorentina dal primo agosto; a loro verrà applicato il contratto multiservizi, quello dunque che già avevano, manterranno anzianità e retribuzione. Con l’ accordo di ieri è stato possibile introdurre anche qualche miglioramento sul fronte dei rimborsi spese, dei buoni pasto e dei rimborsi chilometrici.

04/07/2019 – La Tribuna di Treviso
Ascopiave, è record In borsa vale 3,96 euro

PIEVE DI SOLIGO. Record storico per i titoli di Ascopiave, che ieri in Borsa hanno toccato quota 3,96 euro. Mai il titolo della multiutility pievigina aveva raggiunto queste vette, anche se la tendenza al rialzo è una costante ormai da un anno. Ieri il titolo ha chiuso con un più 3,26 per cento. Il precedente massimo storico era a quota 3,87 euro. L’ euforia attorno ad Ascopiave è legata alla recente operazione con Hera. Quindici giorni fa è stata infatti sottoscritta tra i due colossi dell’ energia una partnership commerciale nella elettricità ma soprattutto nel gas con la nascita della joint venture EstEnergy, società da oltre un milione di clienti e un valore complessivo della nuova realtà di 864 milioni di euro. Con questa operazione il gruppo Hera supera i tre milioni di clienti “energy” e Ascopiave diventa il primo operatore gas nel Nord-Est. Una mossa che di fatto ha spazzato via la concorrenza sul mercato dell’ energia. La futura EstEnergy gestirà le rispettive attività in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia: EstEnergy,già controllata da Ascopiave ed Hera Comm, assorbirà Ascotrade, Ascopiave Energie e Blue Meta e le joint venture Asm Set.(49%), Etra Energia (51%) e Sinergie Italiane in liquidazione (30,94%) più Energia Base Trieste (92.000 contratti) e i clienti veneti e friulani di Hera Comm (96.000 contratti gas e 68.000 elettrici). —

04/07/2019 – Il Secolo XIX
Iren parte in quarta: gestirà il raddoppio del biodigestore

L’ impianto arriverà a quota 80 mila tonnellate di rifiuti l’ anno Il sindaco di Cairo: «Collaborazione con i nuovi azionisti»
Luisa Barberis / CAIRO Iren sbarca in Valbormida e dà avvio al raddoppio del biodigestore di Ferrania. È stato formalizzato proprio in questi giorni l’ accordo in base al quale la controllata Iren Ambiente ha acquisito il 100% del capitale sociale di Ferra nia Ecologia (la società al 50% di Liguria Ecologia del Gruppo Duferco e al 50% di FG Riciclaggi), che gestisce il biodigestore. Ma entra nell’ orbita Iren anche il ramo d’ azienda di FG Riciclaggi che si occupa del trattamento dei rifiuti differenziati. L’ operazione, già annunciata dalla firma del contratto preliminare a fine maggio, vale sei milioni di euro. Di fatto coincide con l’ avvio del raddoppio del biodigestore. «L’ impianto è attualmente in funzione a pieno regime – recita una nota della Duferco Energia Spa – e proprio nei giorni scorsi è stato aperto ufficialmente il cantiere per il raddoppio dello stesso. Si tratta di lavori che porteranno entro 18 mesi la capacità dell’ impianto da 45mila e 80mila tonnellate di rifiuti l’ anno con una produzione di biometano e compost, e che verranno gestiti da Duferco Engineering su incarico di Iren Ambiente». Iren inoltre garantirà l’ occupazione al biodigestore e al ramo d’ azienda di Fg Riciclaggi, la società di Claudio Busca al centro di indagine giudiziaria, che detiene gli impianti di Cairo, Savona e Albenga. «Incontreremo i nuovi azionisti nei prossimi giorni – spiega il sindaco di Cairo Paolo Lambertini – L’ obiettivo è riprendere la collaborazione già avviata con Duferco. Il fatto che Iren abbia scelto di investire sul territorio è un segnale positivo». Sul piatto c’ era la creazione di un comitato di controllo, che attraverso il confronto diretto tra gli abitanti della frazione e i referenti dell’ impianto riesca a monitorare la situazione ambientale e risolvere eventuali problemi. «L’ operazione – commentano Renato Boero e Massimiliano Bianco, rispettivamente presidente e amministratore delegato del Gruppo Iren – consente a Iren di avviare un concreto radicamento anche nel settore ambientale in Liguria con la prospettiva di creare sinergie tra le diverse province, utilizzando al meglio gli impianti». –

04/07/2019 – Il Sole 24 Ore
Autonomia, vertice a oltranza La Lega incassa il ministro Ue

A PALAZZO CHIGI
Salvini per la prima volta ha aperto a possibili modifiche parlamentari Lorenzo Fontana in pole per il dicastero agli Affari europei
roma Non lancia ultimatum. Ma ora che la procedura d’ infrazione è superata, Matteo Salvini vuole mettere a frutto le prossime due settimane, al termine delle quali si chiuderà la finestra elettorale per votare entro settembre. La parola rimpasto non viene pronunciata, ma è proprio sulle poltrone che il leader della Lega è pronto a passare all’ incasso. In prima battuta c’ è quella del ministro per gli Affari europei, lasciata vacante da Paolo Savona, attuale presidente di Consob. Poi quella del Commissario europeo. Entrambe le caselle sono destinate a un esponente della Lega. E infatti, prima ancora che a Palazzo Chigi cominciasse il vertice sull’ Autonomia regionale, Salvini è tornato alla carica. «Ho detto al presidente Conte, che è urgente avere a Bruxelles sette giorni su sette un uomo di Governo italiano a difendere l’ interesse nazionale». Il premier poco dopo ha confermato: «I tempi sono maturi, mi consulterò con i vicepremier, posso procedere alla nomina». Il nome in pole resta quello dell’ attuale ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, che ha gestito la fase iniziale della svolta sovranista del Carroccio. Anche se non vanno ritenuti superati quelli dell’ attuale sottosegretario agli Esteri, Guglielmo Picchi e del presidente della commissione Finanze del Senato, Alberto Bagnai. L’ altra casella è quella del Commissario europeo. Ma in questo caso il nome è legato a quale poltrona sarà riservata all’ Italia. Il Governo punta sulla Concorrenza e in quel caso Salvini vorrebbe metterci un esponente di peso, quale ad esempio l’ attuale sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti (nonostante il suo conclamato «disinteresse»), altrimenti potrebbe essere l’ attuale titolare dell’ Agricoltura Gian Marco Centinaio a salire a Bruxelles. Si vedrà. Al di là delle poltrone per Salvini è urgente ottenere ora dall’ alleato di Governo prove tangibili di “fedeltà” sui temi prioritari del Carroccio: Autonomia e flat tax su tutti. Ieri il vicepremier leghista ha usato toni concilianti. Dopo il pranzo con i presidenti Luca Zaia e Attilio Fontana, Salvini per la prima volta ha aperto a possibili «modifiche» parlamentari. «Il testo sulle Autonomie è pronto da mesi, devono essere approvate dal Cdm e a seguire sottoposte al vaglio delle Regioni perché sono loro le protagoniste. Poi il Parlamento potrà discutere. Ci sono le Commissioni che possono suggerire, approfondire modificare…ma se dal Cdm non esce un testo di che parliamo?». Il vicepremier leghista non vuole fornire alibi a Luigi Di Maio per bloccare il dossier e punta a stanare i Cinquestelle che ieri si sono presentati a Palazzo Chigi in massa. Attorno al tavolo, oltre al premier, ai due vice e ai titolari dell’ Economia, Giovanni Tria, e degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, c’ erano tutti i ministri pentastellati (Infrastrutture, Salute, Beni culturali, Ambiente, Difesa, Rapporti con il Parlamento) oltre ai sottosegretari Stefano Buffagni e Laura Castelli. Mentre per la Lega, ad affiancare la ministra per gli Affari regionali Erika Stefani, c’ erano il ministro dell’ Istruzione e quello della Famiglia assieme al sottosegretario Massimo Garavaglia. Insomma il Governo al completo. Un vertice cominciato alle 8 di ieri sera e andato avanti per ore nel tentativo di trovare una sintesi. La stessa che Salvini pretende per la flat tax. Per il numero uno del Carroccio la riduzione delle tasse è la conditio sine qua non per andare avanti. Anche in questo caso però non usa termini ultimativi. Anzi, si presenta disponibile a quell’ approccio graduale a cui spesso ha fatto riferimento sia il premier che Tria: «La flat tax per lavoratori, imprese e famiglie la faremo non per tutti e non subito, però un sostanzioso taglio di tasse per tanti italiani è il nostro obiettivo, per cui siamo al governo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Barbara Fiammeri

04/07/2019 – ANSA

Affidi illeciti, ispettori dal Ministero

Al Tribunale dei minori di Bologna e in procura a Reggio

(ANSA) – BOLOGNA, 3 LUG – Per cercare di far luce sul presunto giro di affidi illeciti in Val d’Enza in Emilia-Romagna arrivano gli ispettori del ministero della Giustizia guidati dal capo dell’ufficio, Andrea Nocera.
Gli ispettori, inviati su impulso del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, si sono recati al tribunale dei Minori di Bologna e alla procura di Reggio Emilia. “Stiamo vigilando sull’operato della magistratura e stiamo analizzando i dati che arrivano sul caso”, ha detto il ministro oggi nel question time alla Camera.
“Stiamo ipotizzando di incrociare i dati che arrivano agli uffici giudiziari per verificare in maniera stringente l’andamento delle situazioni degli affidi ai minori e individuare le situazioni critiche – ha aggiunto Bonafede – Non ci sarà nessuno sconto da parte della giustizia”.