Rassegna stampa 9 maggio 2019

09/05/2019 – Il Tirreno (ed. Pistoia-Montecatini)

Banca dati comune per mobilità e gestione dei cantieri stradali

prato smart city
PRATO. Saranno la mobilità e la gestione integrata dei cantieri stradali il primo step del progetto Prato Smart city, avviato nel 2016 dal Comune di Prato con il supporto del Pin Polo Universitario Città di Prato e ConfServizi Cispel Toscana. Attraverso l’ uso delle tecnologie ICT sarà creata una cosiddetta “Situation Room”, ovvero una banca dati comune, attraverso cui le varie aziende coinvolte possano scambiarsi in tempo reale informazioni relative alla città ed ai suoi eventi significativi per una gestione efficiente dei servizi e per la sicurezza. È quanto definito dal protocollo d’ intesa appena firmato dal Comune, Cap, Gida, Citelum e Cispel, anche in rappresentanza di aziende di servizio come Alia, Estra, Publiacqua e Toscana Energia. Potranno anche essere stipulati accordi con altri soggetti pubblici per la ricerca di finanziamenti aggiuntivi da destinare allo sviluppo delle iniziative smart city che saranno via via individuate.I soggetti firmatari sono anche impegnati nel promuovere azioni comuni di valorizzazione e disseminazione dei risultati della collaborazione così definita e nel realizzare attività di comunicazione a sostegno dei programmi e delle azioni attivati.L’ obiettivo di enti pubblici, utilities e gestori di servizi a rilevanza pubblica è coordinarsi nelle proprie azioni anche mediante lo scambio di dati ed informazioni utili sullo stato del territorio, la viabilità, i cantieri, gli eventi e le manifestazioni pubbliche, la qualità dell’ aria e molto altro. Un’ unica cabina di regia insomma, con molte applicazioni e vantaggi immediati anche per i cittadini. Il progetto, a step progressivi, avrà la durata di tre anni. —

08/05/2019 – Diritto 24

Il Gruppo Duferco nel primo PPA nel settore eolico e primo corporate PPA

L’avv. Federico Piccaluga, general counsel del gruppo Duferco, coadiuvato dai soci Francesca Morra e Lorenzo Parola di Paul Hastings hanno strutturato il primo contratto PPA (Power Purchase Agreement) avente oggetto energia prodotta da impianti eolici nonché primo PPA corporate (che vede, cioè il coinvolgimento di un cliente finale). Secondo i termini di un accordo definibile storico nell’ambito delle fonti rinnovabili, il trader DXT acquisterà per un periodo di 7 anni l’energia prodotta dal gruppo Fera in un parco eolico in fase di realizzazione nel Nord Italia e che quindi sarà fornita ad un prezzo prefissato per un periodo di 7 anni alle acciaierie Duferdofin Nucor. La fornitura dei 200 GWh previsti consentirà il taglio di ben 15.000 ton/anni di emissioni di CO2. Per il team Energy di Paul Hastings si tratta del secondo contratto di PPA a seguito di quello siglato a dicembre 2018 nel settore fotovoltaico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

08/05/2019 – Diritto 24

Norton Rose Fulbright nel finanziamento di un impianto termoelettrico alimentato da biocombustibili liquidi

Norton Rose Fulbright, con un team guidato dall’of counsel Luigi Costa e composto dalla senior associate Ginevra Biadico e dalla trainee Alessandra Cordani, ha assistito Futuris Papia S.r.l. (Futuris Papia) nella negoziazione e sottoscrizione della documentazione finanziaria e relativa documentazione di garanzia per la concessione da parte di Banco BPM S.p.A. di un finanziamento a medio termine.

Il finanziamento è stato concesso al fine di eseguire degli interventi di revamping tecnologico di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, in particolare alimentato da biocombustibili liquidi (nella specie, olio vegetale), della potenza termica di 1244 kVA e della potenza elettrica nominale di 995 kW, sito nel Comune di Pavia di Udine (UD) e di proprietà di Futuris Papia.

Il team di Norton Rose Fulbright si è altresì occupato della predisposizione e negoziazione del contratto di somministrazione di olio vegetale destinato a uso energetico, sostenibile secondo il d.m. 23/01/2012 e tracciato secondo la circolare MIPAF del 31.03.2010 e s.m.i., sottoscritto tra Futuris Papia e la società Rienergy E.S.Co.

Futuris Papia è una società del gruppo Blue Sphere Corporation, produttore indipendente di energia (IPP – Independent Power Producer) attivo in USA, Olanda, UK, Italia e Israele nel mercato degli impianti di waste-to-energy, biogas e biodiesel. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

09/05/2019 – Il Fatto Quotidiano

Mose, la proposta di Toninelli: “Tassa di scopo per pagare gestione”. Zaia: “Non tiro fuori soldi per un’opera nazionale”

Un emendamento del Mit al decreto Sblocca cantieri stima in 100 milioni l’anno il costo per la manutenzione delle dighe mobili. A pagare dovrebbero essere, secondo la relazione tecnica, anche Regione Veneto, Città metropolitana e Comune di Venezia, introducendo un’imposta che “andrebbe a gravare sui turisti, anche giornalieri, di Venezia quali beneficiari ultimi del servizio di difesa della laguna”

di F. Q.

Scontro a distanza tra il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e il governatore leghista del Veneto Luca Zaia sul Mose. Il Mit ha infatti presentato un emendamento al decreto Sblocca cantieri che prevede la nomina di un Commissario straordinario al sistema di dighe mobili per la difesa di Venezia dall’acqua alta e stima in circa 100 milioni l’anno il costo per la gestione e la manutenzione delle barriere. Secondo la relazione tecnica i soldi andranno trovati “mediante una compartecipazione finanziaria da parte delle Amministrazioni e degli Enti a vario titolo interessati al corretto funzionamento del Sistema”. Ovvero lo stesso Mit, il Tesoro, il ministero delle Politiche agricole, quello dei Beni culturali e la Regione Veneto con 15 milioni ciascuno, Città metropolitana e Comune di Venezia con 10 milioni ciascuno e Autorità di sistema portuale con 5 milioni. E il testo prefigura l’introduzione di un’imposta di scopo con ricavato vincolato.

L’imposta “andrebbe a gravare – si legge nella relazione – sui turisti, anche giornalieri, di Venezia quali beneficiari ultimi del servizio di difesa della laguna, tenendo in debita considerazione che la Città di Venezia conta circa 28 milioni di presenze turistiche all’anno”. Zaia ha subito fatto sapere di non condividere “neanche una riga di quell’emendamento” e di volersi adoperare perché non venga approvato: “Il Mose è un’opera nazionale e se ne deve occupare il governo. Lo dissi in tempi non sospetti che non avrei accettato da nessun Governo di nessun colore di dover tirare fuori soldi per un’opera che più nazionale di così non si può; dissi anche, e qualcuno rise, che sarebbero serviti 100 milioni l’anno per la sola manutenzione. Ecco, il nodo è venuto al pettine, ma nessuno pensi che a scioglierlo siano le tasche del Veneto e dei Veneti”.

“Si vogliono scaricare i costi su una Regione tax free, che non applica nessuna addizionale regionale ai suoi cittadini lasciando nelle loro tasche un miliardo e 170 milioni l’anno – continua il governatore – e addirittura ci si vorrebbe designare come esattori di una tassa. Non se ne parla nemmeno. Se lo Stato esiste, gestisca in proprio la questione nazionale del Mose. Punto”. “Per giunta – aggiunge il presidente del Veneto – tutto questo accadrebbe mentre si continua a negarci, ritardando un processo inarrestabile, l’autonomia. Ebbene, questo ragionamento sul Mose va in direzione diametralmente opposta: lo Stato vorrebbe imporci di spendere soldi e mettere tasse per un’opera dello Stato stesso, che ha l’obbligo morale e istituzionale di occuparsi della salvaguardia di una città unica al mondo, che è patrimonio del mondo intero. Avessimo l’autonomia potremmo almeno fare un ragionamento, ma oltre a non darcela, per ora, ci si inventa anche nuove imposizioni nazionali. Da parte mia, strada sbarrata“

09/05/2019 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e territorio

Sblocca-cantieri, pagamento diretto del subappaltatore dell’impresa in crisi anche senza l’ok del Tribunale

Massimo Frontera

Lo prevede un emendamento del governo depositato ieri alle commissioni del Senato. Quasi 1.200 le proposte di modifica al Dl

Diventa più semplice e veloce il pagamento dei subappaltatori dell’impresa in procedura concorsuale. Con un emendamento presentato dal governo (scritto dal Mit) si prevede che per le imprese in concordato il pagamento diretto dei subappaltatori possa avvenire senza la necessità dell’autorizzazione del Tribunale. La norma va a modificare nuovamente l’articolo 105 del codice (subappalto) specificando che se l’impresa inadempiente nei confronti dei subappaltatori è in stato di procedura concorsuale, sia prevista il pagamento diretto da parte della stazione appaltante senza necessità di attendere l’ok del Tribunale.
Non solo. L’emendamento aggiunge l’ulteriore caso in cui l’impresa in procedura concorsuale sia aggiudicataria di un appalto mandato in gara con il vecchio codice appalti (163/2006). In questo caso, se la stazione appaltante non paga direttamente i subappaltatori entro 60 giorni dalla richiesta, questi «possono proporre la relativa istanza dinanzi al Tribunale che ha aperto la procedura concorsuale».
Esclusione dell’impresa, le violazioni devono essere confermate
Novità anche per la norma – molto criticata dalle imprese – che prevede l’esclusione dalla gara per non avere «ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati». L’emendamento del governo (Mit) – intervenendo nuovamente sull’articolo 80 – propone una più definita articolare della misura, prevedendo che «un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto anche se le violazioni gravi agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non sono state ancora definitivamente accertate, purché contenute in atti amministrativi esecutivi; in tali circostanze la stazione appaltante motiva anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa». Come si legge nella relazione illustrativa, la ratio della norma è «evitare una eccessiva discrezionalità della stazione appaltante nella decisione di escludere un offerente nei casi previsti dal comma medesimo».
Verifica in house dei progetti per interventi fino a 20 milioni di euro
Altra novità per le verifiche progettuali di interventi di importo fino a 20 milioni di euro. La modifica scritta nell’emendamento (sempre a firma governo) introduce la possibilità che le verifiche possano essere condotte dalla stessa stazione appaltante – rispetto all’attuale obbligo di affidarle a soggetti certificati – a condizione che la stazione appaltante abbia implementato il sistema interno di controllo della qualità. «In tal modo – spiega la relazione di accompagnamento – è possibile porre rimedio all’eccessiva dilatazione delle procedure di affidamento a soggetti esterni del relativo servizio, con conseguente differimento ulteriore dei tempi di concreto avvio del cantiere».
Linee guida Anac, c’è la data di “scadenza”
Si interviene anche sul sistema di coordinamento tra l’uscita di scena della soft law e il ritorno del modello “codice+regolamento”, precisando che le l’efficacia delle linee guida cessa contestualmente all’entrata in vigore del regolamento attuativo del codice, previsto dal decreto Sblocca-cantieri.
Contributo salva Pmi, trattative fino all’ultimo
Si lavora anche all’emendamento che è stato annunciato dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (si veda intervista), il cui testo finale sarà depositato come emendamento parlamentare e non del governo.

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09/05/2019 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e territorio

Tunnel del Brennero, Zurlo: entro l’anno appalti per 800 milioni di euro

Laura Savelli

Dal WTC di Napoli l’amministraore delegato della società preposta alla realizzazione della parte italiana della galleria anticipa la future gare

Dal Tunnel del Brennero arriveranno entro l’anno nuovi appalti tra i 700 e gli 800 milioni, una anticipazione rispetto al ben più pesante volume di opere che andranno in gara tra la fine del 2020 e l’inizio dell’anno successivo. L’anticipazione arriva dall’amministratore della società italiana del Tunnel del Brennero, Raffaele Zurlo, a margine del World Tunnel Congress che si è da poco chiuso a Napoli, dove Bbt-Se era presente come committenza particolarmente qualificata, visto che – una volta completato – il tunnel ferroviario sarà il più lungo al mondo.
Ingegnere, come proseguiranno i lavori della Galleria di base? Sono previsti nuovi affidamenti?
Sul fronte italiano, abbiamo già appaltato in realtà tutte le opere civili. Ma, nei prossimi mesi, andranno in gara le opere civili rimanenti sul versante austriaco per un importo compreso tra i 700 e gli 800 milioni di euro. Dopodiché, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, appalteremo i lavori riguardanti l’attrezzaggio tecnologico dell’intera opera, per un valore stimato tra 1,5 e 2 miliardi di euro.
Un’opera pubblica come il Brennero richiede grandi committenze, ma anche grandi imprese, che condividano e sostengano un progetto comune o, come si è detto in questi giorni, una visione comune.
Certamente. Bisogna avere competenze adeguate alla natura ed all’ampiezza del progetto, e perseguire con determinazione l’obiettivo della corretta realizzazione dell’opera, nel rispetto dei tempi e dei costi. È vero che le imprese italiane stanno attraversando un momento di grande difficoltà, ma il nostro resta un progetto europeo, per il quale è richiesto il concorso di tutte le migliori aziende del mondo e, tra queste, ci sono certamente le italiane Ghella, Impregilo ed Astaldi, che stanno lavorando egregiamente sui nostri cantieri, malgrado il momento non sia dei migliori.
Che impatto sta avendo la legislazione italiana sulla gestione delle procedure di gara e delle fasi contrattuali?
Nel 2016, non avrei optato per il regime della soft law e neanche per l’abrogazione del Codice “de Lise”. Avrei preferito mantenere questo testo, adeguandolo alle nuove direttive comunitarie ed eliminando qualche ridondanza. Tuttavia, del decreto legislativo n.50/2016, ho apprezzato l’introduzione della qualificazione delle stazioni appaltanti, e penso che sia stata una grave mancanza non averla portata ancora a termine. Sono convinto che, così come si chiede alle imprese di costruzioni, alle società di ingegneria, ecc., di essere qualificati per l’esecuzione delle opere pubbliche, cosi’ si debba pretendere che i pubblici committenti siano abilitati allo svolgimento del ruolo di Pubblico Committente. Ad ogni modo, resta il fatto che le norme debbono essere redatte da chi è destinato ad applicarle, non da coloro che non hanno mai esperito una gara d’appalto, pur avendone molto discettato. Peraltro, non sono necessari un Codice e un Regolamento. È sufficiente un unico testo normativo che prescriva con chiarezza come redigere i progetti, gestire le gare d’appalto e le successive fasi realizzative.
Sta per concludersi la 45esima edizione del WTC. Qual è il suo giudizio su questo evento?
Il World Tunnel Congress è l’evento più importante nel settore del tunneling e, per una società come Bbt-Se, che è impegnata nella realizzazione di quella che sarà la galleria più lunga al mondo, è sempre interessante prendere parte a questa iniziativa, non solo per portar via spunti di riflessione e temi che possono essere approfonditi nel nostro particolare contesto, ma anche per offrire a tutti gli operatori impegnati nelle opere sotterranee il contributo derivante dalle nostre esperienze, dai nostri successi e anche dai nostri errori.
Durante questa edizione, si è data particolare rilevanza all’utilizzo del Bim. Come si sta muovendo Bbt-Se da questo punto di vista?
L’utilizzo del Bim è oramai un dato di fatto, e sarebbe anacronistico non farvi ricorso. Al tempo stesso non lo si può più considerare uno strumento “innovativo”. Si tratta di una metodologia che consente di lavorare meglio, di incrementare la produttività e che, soprattutto, permette di conservare efficientemente tutta la documentazione progettuale, amministrativa e contrattuale prodotta per la realizzazione di un progetto. Ciò è di particolare importanza ai fini delle successive attività di esercizio, gestione e manutenzione dell’opera. Dal 2015, tutti i nostri progetti definitivi o esecutivi, anche se non originariamente prodotti in ambiente Bim, sono stati adeguati secondo questa metodologia, e avremo così a disposizione un “clone” Bim della Galleria di Base del Brennero.

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