Rassegna stampa 22 novembre 2018

22/11/2018 – La Stampa

Pressing Ue per gli appalti Tav L’ Italia studia il sì condizionato

Per la coordinatrice il timing per non perdere i fondi è dicembre ma il contributo può salire al 50% I bandi potrebbe partire ma con una clausola di salvaguardia: niente penali in caso di stop ai lavori
Il fatto che Telt sia una società pubblica regolata dal diritto privato francese potrebbe permettere al governo italiano di rispettare le scadenze per lanciare il bando di gara da oltre 2 miliardi per i lavori del tunnel di base senza perdere il contributo dell’ Unione europea ma anche mantenendo intatta la valenza politica del contratto di governo che prevede la revisione del progetto alla luce dell’ analisi costi e benefici. La strada c’ è: la legge francese permette di lanciare i bandi di gara che non generano impegni di carattere finanziario fino all’ assegnazione definitiva dei lavori. In genere servono dodici mesi per completare l’ iter. Solo a quel punto, in caso di annullamento della gara e dei lavori, scatterebbero penali. Per dare più certezza a questa ipotesi si potrebbe anche inserire una clausola di salvaguardia aggiuntiva che però dovrebbe essere ben motivata. In quei dodici mesi di tempo il governo italiano avrebbe in mano l’ analisi su costi e benefici che potrebbe condividere con Francia e tecnici internazionali, e anche il lavoro della missione tecnica sugli aspetti legali ed economici di un eventuale stop ai lavori. In questi giorni nei tavoli ministeriali romani si sta ragionando intorno a queste ipotesi anche perché prima un portavoce della Commissione europea e ieri la nuova coordinatrice europea del Corridoio mediterraneo Iveta Radicova hanno messo in chiaro che per evitare di perdere del tutto o in parte i fondi europei deve essere rispettato il cronoprogramma. E come ha spiegato Radicova durante la visita al cantiere di SaintMartin-de-la-Porte il timinig scade a dicembre. L’ ex primo ministro slovacco ha anche annunciato la volontà della Commissione di alzare il contributo per la realizzazione di tutte le tratte transfrontaliere dal 40 al 50%. Per Italia e Francia si tratterebbe di risparmiare 500 milioni. Il movimento No Tav liquida questa possibilità con una battuta: «La commissaria si è lanciata in sconti da Black friday». Però lo «sconto» potrebbe servire a far pendere la bilancia della maggioranza giallo-verde verso il sì all’ opera. Anche perché Radicova ha anche spiegato che un blocco dei lavori della Torino-Lione sarebbe «il peggiore scenario che si possa immaginare» perché il costo di una simile scelta «sarebbe altissimo e non credo che i fondi Ue potrebbero coprirlo». Poi ha spiegato: «Il governo italiano chiede tempo per fare un’ analisi costi-benefici. Ce ne sono state sette, possiamo aspettare l’ ottava. Però i partner sono tre, e senza la Francia e la Ue l’ analisi non può essere fatta. Temo si stia perdendo tempo, ma eventuali ritardi sono un problema che i politici sono in grado di affrontare. Siamo preparati a discutere e negoziare». Durante la sua visita al cantiere di Saint-Martin-de-la-Porte la coordinatrice europea ha incontrato le sette signore in arancione che hanno organizzato la manifestazione proTav di Torino che ha portato in piazza decine di migliaia di persone. Per le promotrici del comitato che sono state definite delle Madamin: «Radicova ha apprezzato il nostro appoggio e ci ha fatto i complimenti. Siamo molto contente e abbiamo un grande entusiasmo, questo è un appoggio della società civile, che va oltre la politica. Riteniamo che sia un elemento importante». Anche perché «abbiamo visto e documentato i lavori all’ interno di un cantiere che c’ è e dove passerà uno dei binari della Torino-Lione. Sono fatti concreti. Come facciamo a fermarci adesso?». DIRITTI RISERVATI. MAURIZIO TROPEANO

22/11/2018 – Il Mattino di Padova
Agsm Verona Maxi appalto in quattro regioni
Agsm Energia, multiutility veronese, ha vinto una gara per la fornitura di energia e gas in Toscana, Lazio, Calabria e Sicilia. L’intera commessa vale 190 milioni di euro. La fornitura di energia elettrica durerà fino a 18 mesi e riguarderà 12.000 punti di fornitura per un totale annuo di circa 950 milioni di kWh. I ricavi attesi, secondo la stima di Consip, arrivano a 166 milioni di euro. La fornitura del gas, invece, durerà 12 mesi e interesserà 800 punti di fornitura per un totale di 35 milioni di metri cubi.

22/11/2018 – L’Avvenire
Appalti pubblici truccati, nel mirino anche Anas e Autostrade
Fulvio Fulvi

Oltre 200 perquisizioni in tutta Italia. L’inchiesta è partita da Gorizia per lavori sul Tagliamento e si è estesa nel resto del Paese per ponti, piste di aeroporti, ricostruzione post-terremoto

Più di 400 agenti della guardia di Finanza sono stati impiegati per l’operazione “Grande Tagliamento”

Una spartizione dei lavori “concordata” a tavolino dalle imprese, aste “truccate”, passaggi illeciti di denaro, omesso controllo delle procedure previste dai bandi, manomissione di documenti, subappalti irregolari, utilizzo di materiali diversi da quelli dichiarati dalle ditte. Sono solo alcune delle ipotesi attorno alle quali stanno lavorando gli inquirenti. I reati più gravi da accertare sono associazione per delinquere, corruzione, concussione. Il giro d’affari ammonta a circa un miliardo di euro e riguarda 150 gare per appalti pubblici in 14 regioni per la costruzione o il rifacimento di infrastrutture viarie, ponti, piste aeroportuali, gallerie, opere fluviali, acquedotti, gasdotti e opere marittime e di bonifica e protezione ambientale. Iscritti nel registro degli indagati più di cento tra imprenditori, direttori di lavori e capi-cantiere.

L’operazione. denominata “Grande Tagliamento”, è partita stamattina all’alba. Quattrocento finanzieri del comando regionale del Friuli-Venezia Giulia hanno raggiunto, per effettuare perquisizioni e sequestri, l’ufficio del presidente della Regione (che è commissario delegato alla mobilità), ma anche abitazioni private di titolari e dirigenti di imprese, e le sedi di Anas, Autostrade per l’Italia e delle società che gestiscono gli aeroporti di Venezia, Trieste, Bologna, nonché di aziende impegnate nella ricostruzione delle strade di Umbria, Lazio e Abruzzo colpite dal sisma del 2016. Interessate dal maxi-blitz delle Fiamme Gialle anche le ditte che lavorano sull’A4 e per la realizzazione della Pedemontana. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Gorizia, ha preso avvio da controlli relativi a un appalto risultato “anomalo” che interessava la città giuliana e lavori sulle sponde del fiume che divide il Friuli dal Veneto.

I finanzieri si sono concentrati sui contenuti dei contratti e sulla possibilità che si fossero costituiti dei “cartelli” tra imprese per l’assegnazione di appalti e subappalti violando il principio della libera concorrenza. Una colta ascoltati testimoni e acquisiti documenti l’indagine è stata estesa in tutto il territorio nazionale. Il sospetto degli inquirenti è anche che taluni prodotti edilizi utilizzati per la costruzione di opere pubbliche, come viadotti e cavalcavia, siano scadenti al punto di avere provocato cedimenti e crolli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

22/11/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio
Terzo Valico/2. Gare in vista per almeno 300 milioni sul quinto e sesto lotto costruttivo

Alessandro Arona

Le procedure europee non sono finite, nonostante i bandi già usciti contenessero quote di lavorazione allora non ancora autorizzate

Non sono finite le gare europee per la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi, la quota cioè pari al 60% dei lavori civili che il general contractor Cociv (così come gli altri concessionari Tav del 1991/1992) sono obbligati ad affidare a terzi con procedure pubbliche. A confermarlo è lo stesso Cociv (a guida Salini Impregilo). Dovrebbe trattarsi di almeno 300 milioni di euro.
La società è tornata in amministrazione ordinaria, gestita cioè dai soci privati, dopo che il 16 novembre il prefetto di Roma Paola Basilone, su proposta e d’intesa con il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, ha deciso di revocare anticipatamente la figura del commissario straordinario anti-corruzione su tutto il consorzio. La nomina di Marco Rettighieri commissario era avvenuta il 3 marzo 2017 dopo le inchieste della procura di Genova e di Roma, per corruzione, a carico di Cociv. Rettighieri, insieme alla direzione lavori affidata a Rfi, avevano il compito di riattivare i cantieri e riprendere il controllo della gestione dei contratti. «Sono venute meno le motivazioni anti-corruzione di allora», fanno sapere Anac e Prefettura di Roma . «Tutte le gare sono state aggiudicate».
Ma ora si scopre che le gare non sono ancora finite. E che comunque i contratti, anche firmati, vanno poi gestiti in corso d’opera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

22/11/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio
Ponte Genova, Bucci cerca due super-assistenti per supporto tecnico e verifica dei progetti

Alessandro Arona

Manifestazioni di interesse entro il 26 novembre, poi la procedura negoziata. Nel primo incarico anche la direzione lavori

Il Commissario per la ricostruzione a Genova Marco Bucci, oltre alle imprese a cui appaltare la demolizione e/0 la ricostruzione del ponte sul Polcevera, cerca anche due super-consulenti a cui affidare i servizi di assistenza tecnica/direzione lavori, da una parte, e di verifica della progettazione («preventiva e in corso d’opera»), dall’altra. Bucci ha firmato il decreto numero 7, che contiene le specifiche tecniche dei due servizi, pur non indicando l’importo dei servizi da affidare, costo che spetterà alle stesse imprese indicare in sede di offerta.
Come nel caso degli appalti di lavori (demolizione e ricostruzione), Bucci ha inviato lettere di invito a un ristretto gruppo di «primarie aziende del settore dei servizi di project & construction management e quality assurance e dei servizi di verifica della progettazione», ma il decreto chiarisce che la fase di consultazione di mercato è aperta a tutte le imprese con requisiti idonei che vogliano farsi avanti: la scadenza per la presentazione di manifestazioni di interesse è fissata alle ore 12 del 26 novembre (come per la consultazione di mercato ai fini delle gare di lavori).
Gli operatori economici «potranno manifestare il proprio interesse per la partecipazione alla fase di consultazione di mercato, presentando proposte separate per ognuno dei servizi in oggetto, o anche per uno solo di essi, esplicitandone, per ognuna, la dimensione economica, secondo le specifiche tecniche allegate al decreto». Dunque: i servizi sono due, e le imprese possono dichiarare di voler partecipare a una sola selezione, o a tutte e due (ma in ogni caso potranno vincerne solo una).
Il meccanismo è lo stesso dei lavori: il commissario esamina le proposte presentate e poi «si riserva la più ampia facoltà, a suo insindacabile giudizio, di avviare la negoziazione con uno o più operatori economici interessati … rinviando alla successiva fase la comunicazione di tutti gli aspetti connessi alla disciplina contrattuale ed alle garanzie richieste».
ASSISTENZA AL COMMISSARIO E DIREZIONE LAVORI
Il primo appalto sarà per «coordinamento progettuale, direzione lavori, controllo qualità e supporto alla struttura commissariale». In pratica si cerca una società di ingegneria/progettazione che sia in grado di affiancare la struttura commissariale, entro 10 giorni dalla firma del contratto e con presenza quotidiana presso a struttura commissariale, nei seguenti compiti:
1) Supporto tecnico e assistenza alla struttura commissariale in ogni fase dell’appalto, sin dalla fase delle consultazioni di mercato, per qualsiasi necessità di natura tecnica, giuridica ed economica;
2) Verifica e valutazione dei progetti;
3) Predisposizione e revisione dei documenti contrattuali, compresa la parte economica;
4) Supporto tecnico e assistenza al responsabile del procedimento (Rup);
5) Direzione dei lavori, così come disciplinata nel Dm 7 marzo 2018, n. 49, compresa la funzione di coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera prevista dalla Direttiva 92/57/CEE;
6) Responsabile della qualità e delle relative procedure;
7) Responsabile del controllo dello stato di avanzamento del progetto e supporto gestionale dall’avvio dell’iniziativa fino al collaudo definitivo delle opere realizzate;
8) Guida alla gestione dei progetti – project management;
9 Assistenza al collaudatore;
10) Due diligences tecniche, economiche, finanziarie e ambientali;
11) Assistenza nelle procedure autorizzative;
12) Assistenza nelle procedure di finanziamento.
Si tratta come si vede di un incarico di “affiancamento permanente” al commissario, per tutte le fasi di realizzazione del ponte.
VERIFICA DELLA PROGETTAZIONE
Il secondo incarico, di cui all’Allegato 2 del decreto 7, riguarda invece «i servizi di verifica della progettazione preventiva e in corso d’opera dell’appalto o degli appalti pubblici dei lavori» di demolizione e ricostruzione del viadotto.
Anche in questo caso un incarico per tutta la durata dell’attività del commissario, un affiancamento stretto, ma mirato alla progettazione. Rispetto ai progetti preliminari offerti in fase di gara, ma anche gli elaborati successivi fatti dalle imprese aggiudicatarie, bisognerà
verificare:
a) la completezza della progettazione;
b) la coerenza e completezza del quadro economico in tutti i suoi aspetti;
c) l’appaltabilità della soluzione progettuale prescelta;
d) i presupposti per la durabilità dell’opera nel tempo;
e) la minimizzazione dei rischi di introduzione di varianti e di contenzioso;
f) la possibilità di ultimazione dell’opera entro i termini previsti;
g) la sicurezza delle maestranze e degli utilizzatori;
h) l’adeguatezza dei prezzi unitari utilizzati;
i) la manutenibilità delle opere.
Anche in questo caso l’affidatario dell’incarico deve essere disponibile ad attivare la struttura tecnica entro 10 giorni dal contratto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

22/11/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio
Fidec Ance, avviata la piattaforma per l’innovazione nelle costruzioni
Q.E.T.

Buia: «Non ci arrendiamo al declino e valorizziamo le esperienze». «Ma il governo deve fare di più sul fronte delle semplificazioni»

Si è svolto ieri al Palazzo del Ghiaccio di Milano il Fidec, il primo Forum italiano delle costruzioni, ideato e organizzato dall’Ance per far emergere le esperienze di cambiamento e di trasformazione dei protagonisti della filiera dell’edilizia.
«Un format innovativo – spiega l’Ance – pensato per dare voce a chi crede veramente nella possibilità di ripartire». Oltre alla giornata di incontri di ieri, il Fidec si articolerà nel tempo attraverso la piattaforma digitale della filiera delle costruzioni che sarà il trait d’union tra gli eventi, che avranno cadenza annuale e gli appuntamenti di carattere locale che si genereranno sui territori.
Fidec punta a mettere insieme tutta la filiera del settore: architetti, ingegneri, geometri, professionisti e imprese della manifattura. Fidec non è un singolo evento, né la classica fiera, ma un’iniziativa nata per connettere tutti i protagonisti delle costruzioni attraverso una piattaforma digitale di lavoro e un luogo di relazioni permanenti. Un vero e proprio “hub del pensiero”, che consente a tutti i partecipanti di raccontare la propria esperienza, condividere temi e problemi reali affrontati nell’attività quotidiana, incontrare i protagonisti del cambiamento e allacciare o rafforzare rapporti di business.
«Non vogliamo arrenderci al declino – dichiara il presidente dell’Ance, Gabriele Buia – il Fidec dimostra la voglia di voltare pagina e di contribuire a rendere più efficiente e vivibile il nostro Paese».
«Anche la politica e il legislatore – aggiunge Buia – devono però fare la propria parte per dare una spinta alla ripresa del settore e quindi alla crescita dell’economia nazionale». A cominciare dalla semplificazione delle regole e delle procedure che devono sbloccare le infrastrutture e la rinascita delle città: «Dobbiamo dare subito il segnale che l’Italia può tornare a crescere ai ritmi degli altri paesi europei. Non perdiamo ancora una volta il treno della legge di bilancio: senza strumenti adeguati per ridare liquidità alle imprese e far partire i lavori di manutenzione e di riqualificazione delle nostre città gli obiettivi di crescita indicati per il 2019 non potranno essere raggiunti», commenta Buia. «Sono convinto che dando maggiore concretezza al capitolo sugli investimenti anche molte delle critiche espresse dall’Europa sulla nostra manovra verrebbero meno».

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22/11/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio
Napoli-Bari, consegnati i cantieri per la Napoli-Cancello (il bando era del 2016)
Alessandro Arona

Un anno e mezzo per aggiudicare e firmare il contratto, poi progetto esecutivo e rilievi archeologici. In pista Salini Impregilo e Astaldi

Sulla linea Napoli-Cancello, segmento iniziale del nuovo itinerario ferroviario Napoli-Bari, è inserita anche la nuova stazione di Napoli Afragola (già in funzione): una volta completati i lavori, nel 2022, la nuova stazione progettata dall’archistar Zaha Hadid sarà raggiungibile anche dal trasporto regionale, con possibilità di interscambio con l’alta velocità. Il progetto della Napoli-Cancello prevede la realizzazione di un tracciato a doppio binario in variante rispetto alla linea attuale, della lunghezza di circa 15,5 km, con la conseguente eliminazione di tutti i passaggi a livello presenti. Nel progetto è prevista anche la realizzazione della nuova stazione di Casalnuovo e delle fermate di Marziasepe e Acerra.
Entro un mese dovrebbe partire – spiega Rfi – anche i cantieri del tratto successivo, la Cancello-Frasso Telesino (312 milioni il valore di aggiudicazione): bando nel luglio 2016, affidata nel marzo 2017 a Pizzarotti-Itinera-Ghella, con contratto firmato il 22 dicembre 2017.
Sulla linea Napoli-Cancello, segmento iniziale del nuovo itinerario ferroviario Napoli-Bari, è inserita anche la nuova stazione di Napoli Afragola (già in funzione): una volta completati i lavori, nel 2022, la nuova stazione progettata dall’archistar Zaha Hadid sarà raggiungibile anche dal trasporto regionale, con possibilità di interscambio con l’alta velocità. Il progetto della Napoli-Cancello prevede la realizzazione di un tracciato a doppio binario in variante rispetto alla linea attuale, della lunghezza di circa 15,5 km, con la conseguente eliminazione di tutti i passaggi a livello presenti. Nel progetto è prevista anche la realizzazione della nuova stazione di Casalnuovo e delle fermate di Marziasepe e Acerra. Entro un mese dovrebbe partire – spiega Rfi – anche i cantieri del tratto successivo, la Cancello-Frasso Telesino (312 milioni il valore di aggiudicazione): bando nel luglio 2016, affidata nel marzo 2017 a Pizzarotti-Itinera-Ghella, con contratto firmato il 22 dicembre 2017.
L’avvio dei lavori tra Napoli e Cancello segue la pubblicazione, a giugno 2018, dei bandi di gara per le tratte Dugenta/Frasso Telesino – Telese ed Apice – Hirpinia, nonché la Conferenza di Servizi sulla tratta San Lorenzo Maggiore – Vitulano – Benevento, a settembre.
La nuova linea Napoli – Bari faciliterà gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma.
L’opera, dal costo complessivo stimato circa 6,2 miliardi di euro, rientra tra quelle inserite nella legge “Sblocca Italia” ed è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo. Nel 2026, alla conclusione dei lavori, sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e fino a Roma in 3 ore. Già prima di tale data sono comunque previste progressive riduzioni dei tempi di viaggio, grazie all’apertura per fasi dei nuovi tratti di linea. © RIPRODUZIONE RISERVATA

22/11/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio
Condotte, Astaldi e Cmc attendono i prestiti ponte per far ripartire i cantieri
Carlo Festa

Opere ferme o rallentate a causa delle crisi finanziarie e di liquidità che hanno colpito i tre big delle costruzioni

Si fermano e tardano a ripartire i cantieri a causa delle crisi finanziarie e di liquidità che hanno colpito il settore delle costruzioni italiano, a partire da Condotte, Astaldi e Cmc.

Nel primo caso la situazione è ancora in bilico dopo il no delle banche, guidate da UniCredit, al prestito ponte da 40-50 milioni che doveva servire ad avviare vecchi o nuovi cantieri per quasi due miliardi. Le banche continuano a non fidarsi di Condotte, a non ritenere presenti le garanzie per poter concedere altri prestiti (il debito pregresso con le banche ammonta a circa un miliardo, più un altro miliardo con i fornitori), anche se a guidare il gruppo ora ci sono professionisti esterni appoggiati dal Ministero dello Sviluppo. Per due volte nelle settimane scorse erano stati fissati appuntamenti – dati per decisivi – tra i tre amministratori (Giovanni Bruno, Alberto Dello Strologo e Matteo Uggetti) e una delegazione delle 32 banche creditrici, e per due volte dagli incontri è uscita fumata nera. A questo punto le trattative sono chiuse, e i tre commissari puntano ad accelerare la richiesta del prestito statale, dal fondo per le imprese in amministrazione straordinaria. Serve prima l’ok della Commissione europea, si puntava a chiudere il tutto entro gennaio, ora insieme al Mise i tre commissari puntano a incassare il prestito prima di Natale.

Ma il tempo stringe, anche perché la pazienza delle stazioni appaltanti sta finendo – dopo mesi di cantieri Condotte fermi o di gare aggiudicate e contratti che non si possono firmare per assenza di garanzie – e ieri lo stesso Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha invitato Anas e Rfi a rescindere i contratti alle imprese che non sono in grado di portare avanti i cantieri. Il prestito dal fondo statale, una volta autorizzato dalla Commissione (una verifica che non si tratti di aiuto di Stato), dovrebbe risolvere tutti i problemi di liquidità: la cifra dovrebbe essere pari a 190-200 milioni. Ma i tempi di effettiva concessione hanno un margine di incertezza, per questo si puntava al prestito bancario ponte di 40-50 milioni.

Situazione di incertezza anche su Astaldi: i cantieri del gruppo procedono, anche se lentamente. L’ex-Ad dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, a fine ottobre ha detto che la crisi del gruppo ha imposto lo stop all’avvio dei lavori della commessa da 1,33 miliardi di euro legata al megalotto 3 della statale 106 Ionica in Calabria. L’obiettivo sembrava l’avvio dei lavori nel primo trimestre 2019.

C’è da dire che il giorno dopo la dichiarazione, il gruppo romano ha smentito tramite un comunicato ritardi sull’infrastruttura calabrese e da fonti vicine ad Astaldi si sostiene tuttora che tutti i cantieri stanno andando avanti, anche se con le difficoltà del caso. Uno dei nodi, al pari di Condotte, è quello di riuscire a ottenere risorse fresche: anziché alle banche, il gruppo si è rivolto nelle ultime settimane al mondo della finanza alternativa, da cui proprio ieri da Londra avrebbe ricevuto alcune manifestazioni di interesse da parte di una trentina di fondi contattati. Tra questi figurano Elliott, Tpg e Apollo.

Situazione in evoluzione anche per il gruppo Cmc. Dopo che è stato congelato il pagamento della cedola agli obbligazionisti e che è stato posticipato il pagamento dello stipendio di ottobre ai dipendenti, la società accusa qualche lentezza nei cantieri, soprattutto quelli nel Sud Italia. È plausibile che gli advisor nominati si incontrino nelle prossime settimane con le banche per valutare la possibilità di attivare un prestito ponte.

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22/11/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio
Torino-Lione, il finanziamento europeo salirà al 50% ma lo stop «peggior scenario possibile»
Giorgio Pogliotti

Iveta Radicova (coordinatrice europea del Corridoio Mediterraneo): non realizzarla sarebbe orribile per ambiente, traffico, lavoro e per l’industria delle costruzioni

Il finanziamento europeo per la tratta internazionale della Torino-Lione salirà dall’attuale 40% al 50%. Ma uno stop dell’opera è «il peggior scenario che si possa immaginare», il costo «sarebbe altissimo e non credo che i fondi europei potrebbero coprirlo». Sono i due messaggi che arrivano dalla coordinatrice europea del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, che ieri ha visitato il cantiere della sezione transfrontaliera della Tav, per rendersi conto dello stato dei lavori.

Con la nuova rimodulazione dei finanzimanti la Ue si farebbe carico di 4,3 miliardi, mentre la spesa per l’Italia scenderebbe da 2,9 a 2,4 miliardi di euro. Riferendosi al governo italiano che, per voce del ministro delle Infrastrutture Danilo Tominelli, ha chiesto tempo per fare un’analisi costi-benefici prima di decidere, Radicova ha sostenuto che di analisi «ce ne sono state sette, possiamo aspettare l’ottava», però «i partner sono tre, e senza la Francia e la Ue non può essere fatta. Temo si stia perdendo tempo, ma eventuali ritardi sono un problema che i politici sono in grado di affrontare. Siamo preparati a discutere e negoziare». Accompagnata dal direttore generale di Telt, Mario Virano, Radicova è entrata nella galleria di Saint-Martin-La-Porte, dove la fresa ha superato il 60% dello scavo di 9 km nell’asse e nel diametro del tunnel di base del Moncenisio. Nel cantiere sono al lavoro 450 operai, gran parte provenienti dal territorio, impegnati 24 ore al giorno, sette giorni su sette. L’infrastruttura che fa parte del Corridoio Mediterraneo è una delle 9 dorsali della rete di trasporto ferroviario Ten. Nel picco dell’attività si stima che per la costruzione della Torino-Lione saranno impegnati 4mila lavoratori diretti e altrettanti nell’indotto. Radicova ha evidenziato i vantaggi sull’ambiente e sul lavoro: «Un eventuale stop – ha detto – sarebbe orribile per l’ambiente, per il traffico, per il lavoro e per l’industria delle costruzioni. Immaginate tutti i corridoi ad Alta Velocità attraverso l’Europa e solo qui al confine tra Italia e Francia il blocco».

La spesa prevista per il 2019, a fronte di affidamenti in corso di lavori per 1,9 miliardi, è di 630 milioni. Ma il governo sulla Torino-Lione è spaccato tra i 5 Stelle che frenano e la Lega che vuole realizzarla. Come detto, la situazione è in stand by: il ministro Toninelli ha incontrato una decina di giorni fa a Parigi fa la sua omologa, la ministra Elisabeth Borne, per concordare una tregua di due mesi per completare l’analisi costi-benefici dell’opera, con il congelamento dei bandi di Telt da 2,5 miliardi per il tunnel di base attesi a dicembre. Ma Borne ha posto una condizione: questa tregua non deve comportare la perdita dei finanziamenti europei per l’opera.

Ieri Radicova ha anche incontrato le sette promotrici di “Sì, Torino va avanti” che hanno portato in piazza oltre 30mila persone a manifestare a Piazza Castello lo scorso 10 novembre contro la presa di posizione anti Tav del sindaco Appendino. «Noi andiamo avanti, qui il cantiere c’è: siamo molto contente di averlo visto e lo racconteremo», hanno detto al termine.

Sulla Torino-Lione anche le imprese intendono far sentire la propria voce. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha dato appuntamento per il 3 dicembre a Torino per una riunione del consiglio generale allargata tutti i presidenti d’Italia, con la partecipazione di altre categorie produttive, per portare il tema delle infrastrutture al centro dell’agenda di governo. Per Boccia quest’opera rappresenta un simbolo: n«Si parte dalla Torino-Lione e si parla dell’importanza delle infrastrutture».

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21/11/2018 – Crema Oggi
Dalla Regione oltre 15milioni di euro per l’edilizia scolastica del territorio

Oltre 15 milioni di euro per l’edilizia scolastica del nostro territorio: questo il contenuto del decreto relativo alla programmazione 2018-20120 in materia di edilizia scolastica, pubblicato nella mattinata di martedì sul Bollettino ufficiale di Regione Lombardia.

In particolare, come spiega il consigliere regionale Pd, Matteo Piloni, “sono interessate quattro scuole gestite dalla Provincia di Cremona per un totale di 2.750.000 euro: a Cremona gli istituti S. Anguissola e Luigi Einaudi, a Crema il liceo A. Rachetti e l’istituto F. Marazzi”.

Accanto a questo “sono stati confermati i 12.800.000 euro per nove comuni cremaschi di Capergnanica, Palazzo Pignano, Casaletto Ceredano, Dovera, Izano, Salvirola, Spino d’Adda, Pieranica, Cremosano” continua Piloni. “Per la provincia di Cremona si tratta di oltre 15 milioni di euro per la sicurezza delle nostre scuole, degli studenti e degli insegnanti”.

“Stiamo parlando delle risorse dei cosiddetti mutui Bei (Banca Europea degli Investimenti) – ricorda Piloni – lo Stato ci mette i soldi, la Regione prepara il bando. Un ottimo e concreto risultato per il territorio grazie a governi a guida Pd, che hanno stanziato i 150 milioni in arrivo in tutta la Regione per l’edilizia scolastica” conclude.