Rassegna Stampa 1/08/2018

30/07/2018

Sulla natura di OdP di una società pubblica operante nei settori speciali

È stata rimessa alla Corte di Giustizia UE la questione inerente alla qualificazione di Poste Italiane s.p.a. in termini di organismo di diritto pubblico, con particolare riferimento ai contratti, estranei al settore speciale di riferimento, relativi ad attività prevalentemente di stampo imprenditoriale e in regime di concorrenza

01/08/2018 – Corriere del Veneto

Asco respinge l’ assalto di F2i «Prezzo incerto e vincoli di legge»

Le multiutility
Il presidente della Holding scrive ai soci: se ne riparla dopo i recessi
pieve di soligo (Treviso) L’ offerta di acquisto delle azioni presentata dal fondo F2i? Per ora non è praticabile, a norma di statuto e, probabilmente, anche a termini di legge. É questo, in sintesi, il succo delle due lettere inviate ai soci di Asco Holding, la società trevigiana che controlla la multiutility del gas Ascopiave, dal presidente Giorgio Della Giustina, con l’ obiettivo di chiarire lo scenario dopo la manifestazione di interesse avanzata da F2i, dapprima con una proposta inoltrata il 17 luglio al Cda e poi, pochi giorni fa, con una comunicazione che ha raggiunto tutti i soci (la maggioranza dei quali sono 90 Comuni del Veneto centro-orientale). Nella sostanza, secondo il numero uno della Holding, l’ unica strada percorribile da parte dei Comuni che volessero cedere in tutto o in parte le loro quote, è quella di esercitare il diritto di recesso previsto dalla legge in conseguenza delle modifiche allo statuto, approvate a stretta maggioranza (poco più del 54%) dall’ assemblea dei soci. Contrari, astenuti e assenti hanno la possibilità di uscire dalla società, cedendo le loro azioni alla Holding medesima. L’ operazione, per altro, va completata in tempi strettissimi: la data ultima per deliberare in consiglio comunale, nel caso dei soci pubblici, è il 13 di agosto. Solo una volta completata questa fase di riassetto sarà possibile, secondo Della Giustina, che l’ assemblea della Holding prenda in esame e valuti l’ interesse per la proposta del fondo privato. Ma cosa ostacola ancora il cammino dell’ offerta del fondo F2i, che si è detto disposto a pagare le quote a un prezzo superiore a quello di recesso (3,75 euro per azione)? Innanzitutto, avverte Della Giustina, proprio la sua indeterminatezza: affermare «offro di più» ma non dire quanto lascia notevoli margini di dubbio. I vertici della Holding mettono sul tavolo, inoltre, un parere legale, richiesto allo studio BonelliErede, che evidenzia due questioni normative piuttosto ingombranti. La prima: le modifiche statutarie votate dell’ assemblea sono già in vigore, compresa quella che limita la circolazione delle azioni, obbligando i soci a non cederle (salvo il diritto di recesso, naturalmente) per i prossimi 24 mesi. La seconda: la possibilità di vendere le azioni in mano pubblica senza una gara è decisamente sconsigliata da tutta la giurisprudenza amministrativa. A tutto questo – rimarca Della Giustina – si aggiunga una considerazione di natura squisitamente politica: l’ offerta presentata da F2i mira con tutta evidenza a conquistare la maggioranza della società e quindi al consolidamento della distribuzione del gas – il core business di Asco -, mentre le modifiche statutarie approvate dalla Holding non incideranno sul controllo di Ascopiave, che rimane saldamente sotto la mano pubblica. E magari, in prospettiva, potrebbe allearsi con le altre multiutility della regione.

01/08/2018 – La Tribuna di Treviso
Della Giustina scrive ai sindaci «Offerta F2i? Serve una gara»

Asco holding
Il fondo privato vuole prendersi le azioni dei Comuni soci ma il presidente della Holding sottolinea che la trattativa deve rispettare alcune condizioni
Infuria la polemica sull’ offerta del fondo privato F2i per le quote Asco Holding dei Comuni. Ieri il presidente della Holding, Giorgio Giuseppe Della Giustina, ha scritto una lettera ai sindaci in cui solleva una serie di dubbi circa l’ offerta di F2i, a partire dal valore delle quote per toccare poi la forma, il percorso e le finalità dell’ intervento dei privati. Infine, l’ attacco frontale: «Si evidenzia l’ ammissibilità di una trattativa privata (circa l’ eventuale vendita delle azioni Asco Holding a F2i) solo in circostanze “eccezionali”, condizione questa priva di precedenti e di fatto praticamente impossibile da applicare» scrive Della Giustina, «la giurisprudenza amministrativa e i recenti orientamenti Anac (si veda ad esempio la decisione assunta nel caso A2A/Lgh) escludono decisamente la possibilità di procedere a vendite di azioni senza gara». Un parere, questo, chiesto e ottenuto allo studio Bonelli Erede in riferimento alla Legge Madia. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

ALESSANDRO ZUIN

 

01/08/2018 – Corriere della Sera

Per A2A diciassette trimestri in crescita Solare sui tetti, via al maxi-impianto

Energia / 2
MILANO Sarà uno dei più grandi impianti solari su tetto in Europa. A2A, nel giorno della semestrale, ha annunciato la joint venture con Fondazione Fiera Milano per realizzare l’ impianto nel sito di Rho-Fiera Milano. Un’ accordo che conferma «il cammino green» intrapreso da A2A, come ha spiegato l’ amministratore delegato Valerio Camerano, e la volontà dell’ utility, che ha come soci di maggioranza i Comuni di Milano e Brescia, di giocare un «ruolo di operatore attivo nella transizione energetica». A2A ha chiuso il primo semestre dell’ anno con un utile netto di 267 milioni di euro, in crescita del 70% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il margine operativo lordo si attesta a 657 milioni (+3,1%). La posizione finanziaria netta, pari a 3,03 miliardi, migliora di 196 milioni rispetto al 31 dicembre 2017.«È il diciassettesimo trimestre consecutivo in cui la società è in grado di generare cassa addizionale nonostante maggiori investimenti, maggiori dividendi e un debito ridotto», ha osservato Camerano. Il presidente Giovanni Valotti si è soffermato «sugli investimenti pari a oltre 187 milioni nel semestre (+21% sul 2017) che si proiettano in un dato annuale di oltre 500 milioni». A2A conferma le previsioni per l’ anno in corso e stima un margine operativo lordo tra gli 1,15 e gli 1,18 miliardi, una redditività netta di circa 400 milioni e una generazione di cassa netta di circa 100 milioni. L’ esercizio 2018 vedrà in aggiunta il contributo del consolidamento integrale del gruppo Acsm-Agam, in seguito alla conclusione del progetto di aggregazione della multiutility del Nord. L’ Opa di A2A e di Lario Reti Holding su Acsm-Agam comincerà il 20 agosto prossimo, per concludersi il 7 settembre. «Dal 1 luglio è partita operativamente la nuova Acsm-Agam, che ha realizzato l’ unione di tutte le utility lombarde – ha ricordato Valotti -. È rimasta fuori solo Mantova, che valuterà tutte le opzioni di sviluppo, ma a oggi non c’ è un tavolo con loro, mentre lo abbiamo aperto con l’ azienda di Busto Arsizio». Camerano ha confermato l’ interesse di A2A per il pacchetto di impianti solari messo in vendita da Glennmont in Italia. Fr. Bas.

01/08/2018 – Italia Oggi

I profitti A2A volano a +70%

Confermati gli obiettivi per il 2018
Balzano i profitti di A2A, che nel semestre ha messo a segno un utile netto di 267 milioni di euro, in miglioramento del 70% rispetto allo stesso periodo del 2017. La società, che ha confermato gli obiettivi annuali, ha conseguito ricavi pari a 3,081 miliardi (+9,9%), un mol di 657 mln (+3,1%), un risultato operativo netto di 436 mln (+0,7%) e un utile netto ordinario di 257 mln (+2,4%). La posizione finanziaria netta al 30 giugno si è pertanto attestata a 3.030 milioni di euro (3.226 milioni di euro a fine 2017). La posizione finanziaria netta, pari a 3,03 miliardi, è migliorata di 196 milioni rispetto a fine 2017. La società ha parlato di buoni numeri, sostanzialmente allineati alle aspettative. Vengono quindi confermate le indicazioni annuali fornite nei mesi precedenti, con il margine operativo lordo fra 1,15 e 1,18 miliardi e una redditività netta intorno a 400 milioni, oltre a una generazione di cassa netta di circa 100 mln. «Sono risultati molto positivi, che testimoniano una crescita solida nei business chiave dell’ azienda», ha detto l’ a.d. Valerio Camerano. «A fine anno ci attendiamo un utile netto molto robusto. Si tratta del diciassettesimo trimestre consecutivo in cui abbiamo generato cassa addizionale, nonostante l’ aumento degli investimenti, dei dividendi e la riduzione del debito». Sul fronte delle acquisizioni, Camerano ha confermato che l’ attenzione è puntata agli asset fotovoltaici di Glenmont. Non è escluso, inoltre, che A2A possa avviare contatti con la mantovana Tea per un’ eventuale aggregazione. Intanto il periodo di adesione all’ opa Acsm Agam durerà dal 20 agosto al 7 settembre. Sulla possibilità che anche Busto Arsizio entri nel dossier è intervenuto il presidente di A2A, Giovanni Valotti: «Abbiamo aperto un tavolo di confronto per valutare possibili aggregazioni. Saranno però le parti a valutare se ci sono o meno le condizioni. Quello che mi preme sottolineare è che questo modello di integrazione comincia a funzionare». © Riproduzione riservata.

01/08/2018 – Gazzetta di Mantova

«Tea bella azienda ma nessun tavolo»

il presidente di a2a
Con la creazione della multiutility del Nord, A2A ha unito tutte le ex municipalizzate dei capoluoghi lombardi con «l’ unica eccezione di Mantova che valuterà nel campo delle sue strategie le opzioni future». Lo ha detto il presidente di A2A, Giovanni Valotti, sottolineando come «A2A sia riuscita», attraverso l’ operazione con Acsm-Agam, «a mettere in rete tutti i capoluoghi di regione della Lombardia, valorizzando le aziende». «Mantova ha una bellissima azienda, un’ azienda sana e come tutte le aziende sta valutando diversi percorsi di sviluppo strategico. Tea – ha aggiunto Valotti – sarà libera di valutare tutte le opzioni, ad oggi non c’ è nessun tavolo attivo». «Abbiamo messo a punto questo modello» della multiutility dei territori che «ha cominciato a funzionare, qualunque azienda lombarda e non interessata ad approfondire questo modello ci trova disponibili». Tra le aziende che si sono fatte sotto figura quella di Busto Arsizio. —

01/08/2018 – Gazzetta di Reggio

Ok all’ accordo fra Regione e Iren sull’ inceneritore

ambiente
Fino al 2020 l’ inceneritore di Parma continuerà a trattare rifiuti urbani fino a un massimo di 130mila tonnellate l’ anno. La Regione, che ha diffuso una nota, ha rinnovato con Comune di Parma e Iren Ambiente l’ accordo siglato nel 2016 e scaduto il primo luglio scorso. Respinta dunque la richiesta di Iren di sancire nell’ intesa lo sforamento permesso dal decreto SbloccaItalia e che ha già portato a incenerire fino a 30mila tonnellate in più. L’ unica eccezione ammessa dall’ accordo è «per ragioni di solidarietà», precisa la Regione.

01/08/2018 – Il Messaggero

Acea, utile in forte crescita e previsioni riviste al rialzo

I RISULTATI ROMA Si chiude con un balzo dell’ utile netto del 38% il primo semestre di Acea, che ieri ha anche ritoccato al rialzo gli obiettivi di ebitda 2018 e abbassato le previsioni sul debito. Nel dettaglio, la multiutility capitolina ha archiviato i primi sei mesi dell’ anno con profitti a quota 143 milioni. I ricavi consolidati si sono attestati a quota 1,45 miliardi (+6%) a fronte di un ebitda di 450 milioni (+9%) e un ebit di 251 milioni (+29%). In rialzo anche gli investimenti che hanno toccato quota 282 milioni (+12%), mentre l’ indebitamento finanziario netto si è ridotto a 2,57 miliardi (2,42 miliardi a 31 dicembre 2017). IL PIANO AL 2022 «I risultati sono in netto miglioramento», ha commentato l’ amministratore delegato Stefano Donnarumma. Dopo un anno di importanti progressi a livello gestionale soprattutto per quanto riguarda l’ efficientamento dei processi industriali, ha poi sottolineato lo stesso manager, «Acea è tornata alle sue basi fondamentali, quale azienda che ha nelle infrastrutture il suo punto di forza». E ancora, il gruppo «sta incrementando in modo significativo, e in breve tempo, le sue performance e, nel contempo, sta offrendo ai propri clienti un servizio sempre più efficiente e all’ avanguardia, in ogni area. Per questo motivo abbiamo deciso di rivedere al rialzo la guidance per il 2018». Questo, dopo risultati semestrali che «confermano la solidità del piano industriale al 2022». Per il resto, il gruppo «ha deciso di avviare in autunno molto fortemente lo sforzo commerciale», ha spiegato ancora il manager nel corso della conference call con gli analisti, in vista dello stop del mercato elettrico di maggior tutela previsto per luglio 2019; mentre già a settembre sarà data esecuzione al piano condiviso con Open Fiber. Dando uno sguardo al debito, al 30 giugno risultava regolato per il 73% a tasso fisso in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. Entrando nel dettaglio degli obiettivi, per quest’ anno Acea ha stimato un aumento dell’ ebitda di oltre il 5% e ha confermato la guidance per gli investimenti visti in aumento rispetto ai 532 milioni del 2017. Infine, l’ azienda ha previsto un debito netto a fine anno di circa 2,6 miliardi (mentre la guidance di marzo era 2,6-2,7 miliardi). L. Ram. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

01/08/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio

Fiera Milano, A2A Rinnovabili progetta uno dei più grandi impianti solari in Europa

Q.E.T.

La nuova copertura affiancherà la cupola in vetro e acciaio firmata Massimiliano Fuksas, alta 36 metri

Una nuova copertura affiancherà la cupola in vetro e acciaio firmata Massimiliano Fuksas, alta 36 metri, con la sua forma ispirata a un’onda oceanica, che si estende sulla grande hall e sulla sala congressi del centro servizi del polo fieristico Rho-FieraMilano. Sarà fatta di pannelli fotovoltaici. A firmarla non sarà un’archistar, ma i progettisti di A2A Rinnovabili.

La società del Gruppo A2A che presidia il mercato energetico green ha stretto un accordo con Fondazione Fiera Milano per una joint venture che porterà alla costruzione di uno dei più grandi impianti solari su tetto in Europa, proprio presso il sito di Rho-Fiera Milano.

La joint venture è partecipata al 60% da A2A Rinnovabili e al 40% da Fondazione Fiera Milano. L’impianto avrà una capacità installata di oltre 10 MWp (megawatt di picco) che potrà ulteriormente crescere fino a circa 14 MWp. La sua realizzazione, che avverrà senza incentivi statali, consentirà di alimentare le utenze di Fiera Milano e di zone limitrofe attraverso i Power Purchase Agreement (Ppa), accordi per contratti di fornitura energetica di lungo periodo, e permetterà un risparmio di circa 5mila tonnellate di CO2 l’anno e oltre 2 mila tonnellate equivalenti di petrolio (Tep).

L’accordo fra A2A e Fondazione Fiera Milano prevede inoltre lo sviluppo di soluzioni per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e di stoccaggio dell’energia all’interno dell’area della Fiera.

«Ciò che realizzeremo con Fondazione Fiera Milano – spiega Valerio Camerano, amministratore delegato A2A – è il primo progetto urbano in market parity, con un impianto che compete sul mercato senza incentivi, che integra energia pulita, stoccaggio dell’energia, postazioni di ricarica per la mobilità elettrica e contratti di fornitura energetica pluriennali. Un passo avanti in ottica Smart City e di contributo alla transizione energetica per Milano». © RIPRODUZIONE RISERVATA

01/08/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio

Appalti, in vigore dal 1° agosto i nuovi poteri Anac per bloccare i bandi irregolari

Guglielmo Saporito

L’Anticorruzione potrà impugnare in prima persona le procedure contrattuali di rilevante impatto o che presentino gravi violazioni

Da oggi Anac potrà impugnare in prima persona le procedure contrattuali di rilevante impatto o che presentino gravi violazioni. Entra, infatti, in vigore la delibera dell’Autorità 13 giugno 2018, che attua l’articolo 211 del codice degli appalti (Dlgs 50/2016).

In questo modo si rimedia alla sottrazione del precedente potere di raccomandazione, che consentiva ad Anac, fino al maggio del 2017, di invitare le stazioni appaltanti a rimuovere illegittimità, con incisive sanzioni (da 250 a 25mila euro). Ora si sostituiscono le raccomandazioni con due altri poteri, entrambi di impugnazione: il primo, più rapido, consente all’Autorità di rivolgersi al giudice amministrativo, impugnando procedure relative contratti di «rilevante impatto». Il secondo potere d’intervento consente anch’esso di ricorrere al giudice amministrativo, con iter che prevede dapprima un parere su «gravi violazioni» e successivo ricorso se l’amministrazione non si ravvede.

Le due azioni di Anac possono essere avviate d’ufficio o su segnalazione da parte dell’autorità giudiziaria (per lo più penale e contabile), dell’avvocatura dello Stato o da altre autorità pubbliche. È possibile anche la segnalazione da parte di terzi (quindi, anche di imprese o enti locali), ma in tal caso l’Autorità si riserva di valutare sia la gravità delle violazioni e la rilevanza di interessi coinvolti, sia le risorse (umane, economiche) disponibili. Di sicuro, dal primo agosto le maggiori amministrazioni aggiudicatrici entreranno in un periodo d’ansia, com’è avvenuto (fino all’aprile del 2017) per il rischio di ricevere raccomandazioni cui doversi adeguare: per contratti di «rilevante impatto» o ipotetiche «gravi violazioni», può giungere un ricorso firmato in prima persona dal presidente Anac, con l’assistenza dell’avvocatura dello Stato. Un ricorso cioè di ben maggiore impatto rispetto alla lite che possa essere instaurata da un’impresa concorrente che si ritenga danneggiata.

Il ricorso di Anac è infatti nell’interesse della legge, al di sopra delle parti concorrenti. Ad esempio, difficilmente può essere ritirato per accordi avvenuti al di fuori di aule giudiziarie. Per ciò che riguarda i termini della procedura, l’Anac è equiparata ad un normale utente della giustizia amministrativa, e quindi deve affrettarsi ad impugnare entro 30 giorni i provvedimenti (bandi, atti di programmazione, ammissioni ed esclusioni di concorrenti, commissioni di gara, varianti) per opere di rilevante impatto. Per gli interventi che non sono di rilevante impatto, ma che presentino comunque gravi violazioni, è previsto un parere che metta in allarme la stazione appaltante: se l’amministrazione non si adegua, sopravviene il ricorso.

Nessun privilegio quindi per l’Anac, che deve seguire le stesse procedure del privato ricorrente: vi potranno quindi essere più ricorsi, delle imprese escluse, delle imprese non vincitrici, dell’Anac, tutte innanzi il Tar anche se ognuna con proprie finalità. Le imprese tenderanno infatti ad ottenere un’aggiudicazione, mentre l’Anac avrà il compito di tendere comunque al ripristino della legalità violata.
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01/08/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio

A settembre decreto legge con i primi ritocchi al Codice. Toninelli: «Stabilizzare i bonus»

Alessandro Arona

«Priorità alle piccole opere, analisi costi-benefici entro i prossimi mesi sulle grandi opere» «Spingeremo il sisma-bonus»

Un decreto legge a settembre con i primi ritocchi al Codice appalti. La stablizzazione delle detrazioni fiscali all’edilizia. L’analisi costi benefici sulle grandi opere di legge obiettivo. E poi: priorità alla mobilità collettiva ed ecologica al posto dell’auto privata e dei veicoli diesel e benzina. Piccole opere diffuse e manutenzione al posto delle grandi infrastrutture, ma sì al rilancio degli investimenti pubblici come chiave per aumentare il Pil.

Il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha illustrato ieri in Senato i programmi del suo ministero. Tra le novità anche il definitivo stop del governo alla fusione Anas-Fs («è un fallimento annunciato») e la conferma dell’obiettivo 51% italiano per l’Alitalia («ma non significa nazionalizzazione»).

Alcune delle novità erano state anticipate in mattinata al presidente dell’Ance (costruttori) Gabriele Buia. Sul Codice il governo punta a un’azione in due fasi: prima un decreto legge con modifiche circoscritte e di immediato impatto soprattutto con l’obiettivo semplificazione e sblocca-cantieri. E poi, in tempi più lunghi, una riforma più complessiva.

Ance soddisfatta – oltreché sul Codice – anche sul fronte edilizia e urbanistica. «Punteremo sulla stabilizzazione delle detrazioni fiscali come l’ecobonus» – ha detto Toninelli «e faciliteremo il più possibile il ricorso al sisma-bonus». «Rilanceremo il settore delle costruzioni – ha anunciato – «promuovendo rigenerazione urbana, edilizia di qualità e digitalizzazione».

L’Ance preoccupata invece sul fronte grandi opere, sul fatto che l’analisi costi benefici finisca per fermare «opere già iniziate da anni e con progetti approvati». Toninelli in commissione ha spiegato che la priorità del suo ministero sarà «dotare il Paese di una rete di tante piccole opere diffuse» piuttosto che «le grandi opere mastodontiche e dispendiose». Su queste Toninelli ha confermato che è in corso un’analisi costi-benefici oggettiva, scientifica e “terza”, cordinata dal Ministero, i cui risultati «saranno resi note nei prossimi mesi». Tra le opere oggetto di analisi ha citato «la Gronda autostradale di Genova, l’aeroporto di Firenze, la Pedemontana Lombarda, l’Alta Velocità Brescia-Padova, il Terzo Valico, il Nodo di Firenze, la Torino-Lione».
CODICE, IL NODO APPALTO INTEGRATO
«Circa l’obiettivo di rifomare il Codice appalti», più volte annunciato dal governo, «faremo a settembre un decreto legge che cominci a toccare alcuni punti». Lo ha annunciato il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in audizione al Senato. «Pubblicheremo delle linee guida di principio, su cui apriremo le consultazioni». Il Ministro ha spiegato meglio in mattinata al presidente dell’Ance, Gabriele Buia, che il governo punta a un’azione in due fasi: prima appunto un decreto legge con modifiche circoscritte e di immediato impatto soprattutto con l’obiettivo sblocca-cantieri, cioè di semplificare e accelerare alcune procedure dell’attuale Codice ritenute fonte di rallentamento e complicazione. E poi, in tempi più lunghi, lavorare a una riforma più complessiva, che dovrebbe necessariamente passare per un disegno di legge o una legge delega che superi quella del 2015, da attuare con Dlgs. Il tavolo per la riforma del Codice appalti è coordinato dalle presidenza del Consiglio, ma con un ruolo chiave dell’ufficio legislativo del Mit.
Su cosa significhi “semplificare” il Codice appalti in audizione Toninelli ha detto che «il Ministero sta lavorando, di concerto con l’Anac, per avere regole più chiare e semplici sul tema dell’affidamento degli appalti», che «snellire le procedure non è in contraddizione con la difesa della legalità», che «è necessario alzare il livello qualitativo della progettazione, abbattendo al tempo stesso gli sprechi e i casi di incompiute. Ma, soprattutto, gli appalti pubblici necessitano di grande trasparenza per scongiurare i gravi fenomeni corruttivi e gli scandali cui assistiamo da troppo tempo».
Lunedì era stato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, sempre in audizione al Senato, a mettere in guardia in modo diretto sul fatto che ai tavoli in corso presso il Mit, o nelle proposte che circolano, dietro l’obiettivo di “semplificare” ci può essere quello di ribaltare gli obiettivi chiave del Codice 2016, che secondo Cantone restano validi, furono condivisi da un’ampia maggioranza nella legge delega 2015, e devono essere semmai attuati fino in fondo: ridurre i maxi-ribassi, le varianti e i contenziosi in corso d’opera, i subappalti; migliorare la qualità della progettazione e ridurre e qualificare le stazioni appaltanti. Il tutto anche come strumento anti-corruzione. Cantone ha in particolare messo in guardia da marce indietro, che snaturerebbero questi obiettivi, sul tema dell’appalto su progetto esecutivo e sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, approvando un Dpcm che è in sostanza pronto ma ha trovato pesanti resistenze soprattutto negli enti locali.
PRIORITA’ ALLE PICCOLE OPERE, ANALISI COSTI-BENEFICI SULLE GRANDI
Stop alla priorita’ per le «grandi opere mastodontiche e dispendiose», e spinta invece a «una rete di tante piccole opere diffuse, che servano realmente ai cittadini». Così il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato. «Le opere figlie della legge obiettivo sono sottoposte a un’attenta analisi costi-benefici». «Le grandi opere che necessitano di questo tipo di intervento – ha spiegato il Ministro – sono note: tra le altre la Gronda autostradale di Genova, l’Aeroporto di Firenze, la Pedemontana Lombarda, oltre al complesso della cosiddetta linea dell’Alta Velocità che comprende tra le altre le opere relative al Terzo Valico, il Nodo di Firenze, il collegamento tra Brescia e Padova e la tratta Torino-Lione».
Nella lista di Toninelli spiccano due cose: ci sono opere a fasi di avanzamento progettuale e giuridico molto diversi, alcune ancora in progettazione e da approvare, come l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, altre già contrattualizzate con le imprese e in fase avanzata di realizzazione, come il Terzo Valico di Genova e il Nodo di Firenze. L’altra cosa che colpisce sono le “illustri assenze”: non ci sono il tunnel del ferroviario del Brennero e l’alta capacità Napoli-Bari, opere che Toninelli ha già definito strategiche e di fatto confermato (senza far riferimento ad analisi costi-benefici). Non è stata citata la ferrovia Catania-Palermo e soprattutto il Ponte sullo stretto (o altre forme di collegamento stabile). Nessun riferimento anche al maxi-piano di ampliamento dell’aeroporto di Roma Fiumicino, certo molto più impattante rispetto alla nuova pista di Firenze. Nè alla Roma-Latina, l’autostrada Tirrenica, la Romea, la Pedemontana veneta.
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01/08/2018 – Il Sole 24 Ore – Edilizia e Territorio

Condotte: 250 candidature per fare il Commissario, ma Di Maio non sceglie

Alessandro Arona

Il 17 luglio la richiesta della società per attivare la Marzano, ancora non arriva il decreto di nomina. Conti 2017 peggio del previsto

Sono 250 le candidature presentate al ministero dello Sviluppo da singoli professionisti per ricoprire l’incarico di commissario straordinario della società Condotte d’acqua, insolvente (di fatto in situazione pre-fallimentare) in base alla dichiarazione presentata dalla società stessa il 17 luglio scorso. Lo stesso giorno l’ex big delle costruzioni (numero tre in Italia fino al 2016) aveva presentato al Mise la richiesta di amministrazione straordinaria “grandi imprese” ex legge Marzano (art. 2 Dl 347/2003), e il 19 lo stesso Ministero ha pubblicato un avviso pubblico con invito a presentare candidature per il ruolo di commissario, entro il 25 luglio. Ben 250 i curricula presentati, ma dal Mise non filtra alcuna indicazione sui tempi della nomina, che spetta al ministro Luigi Di Maio con decreto. Nel frattempo la società è completamente ferma, e sono molti i contratti che rischiano di essere revocati dalle stazioni appaltanti.
CANTIERI FERMI E ZERO STIPENDI
Tutti i lavori in corso (a inizio anno) da parte di Condotte sono stati via via fermati per mancanza di liquidità, e ora non c’è un solo operaio al lavoro. I dipendenti della società, dalla scheda presentata al Mise, sono 1.014, tutti con ritardi da due a cinque mesi nell’erogazione dello stipendio. Dal momento della richiesta di concordato nessuno firma una carta all’interno della società, e i sindacati temono fortemente che anche contratti ancora di Condotte possano essere legittimamente revocati dalle stazioni appaltanti se l’amministrazione straordinaria non sarà al più presto avviata e subito dopo non sarà fornita liquidità d’urgenza (privata? pubblica?) per far ripartire i cantieri.
A destare preoccupazione è soprattutto il lotto H51 per il tunnel del Brennero, un lavoro da 966 milioni di euro con contratto firmato da mesi che vale per Condotte 338 milioni, ma per il quale finora la società non è stata in grado di fornire le fideiussioni di legge per arrivare alla consegna dei cantieri (e comunque mancherebbe la liquidità per far partire le ruspe). L’opera è finanziata dalla Ue e dall’Austria, oltre che dall’Italia, e ha tempi contingentati, si teme che il committente Bbt possa forzare la mano e revocare il contratto a Condotte se la situazione non si sbloccherà a breve.
I CONTI 2017 DELLA SOCIETA’
Nel frattempo dalla scheda presentata dalla società emergono dati di bilancio – finora tenuti riservati – ancora peggiori del previsto.
Nel 2017 la società Condotte d’Acqua (dati civilistici della sola capogruppo) ha fatturato 496,212 milioni di euro, un dato quasi dimezzato rispetto agli 844 milioni del 2016. Ma soprattutto, rispetto all’anno prima, il risultato netto è passato da un utile di 13,5 milioni a una “paurosa” perdita di 364,795 milioni, il che significa che a fronte di ricavi di 496 milioni i costi (ordinari e straordinari) sono stati di 861 milioni. I debiti a fine 2017 ammontavano a 1,643 miliardi di euro, poco sopra il già elevatissimo dato di 1,612 miliardi del 2016. L’attivo nel frattempo si era ridotto da 1,838 miliardi nel 2016 a 1,577 miliardi a fine 2017.
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BOLLETTINO BANDI

Salt, bando da 19,5 milioni per le pavimentazioni nel tronco ligure toscano

Alessandro Lerbini

Manutenzioni A12 Sestri Levante-Livorno, A11 Viareggio-Lucca e A15 La Spezia-Fornola, nonché su rami di svincolo

Accordo quadro da 19,5 milioni per i lavori di manutenzione ordinaria delle pavimentazioni autostradali in Liguria e Toscana. Salt ha pubblicato il bando per la manutenzione ordinaria delle pavimentazioni ammalorate, compreso gli interventi su piccoli tratti, ricariche sulla A12 Sestri Levante-Livorno, A11 Viareggio-Lucca e A15 La Spezia-Fornola, nonché su rami di svincolo, pertinenze e siti di interesse della stazione appaltante anche esterni alle pertinenze e proprietà autostradali.

L’importo massimo previsto rappresenta la sommatoria dei singoli contratti applicativi che potranno essere stipulati in virtù dell’accordo quadro.
Il corrispettivo di ciascun contratto sarà determinato applicando l’elenco prezzi unitari, al netto dell’offerto ribasso percentuale, aumentato dell’importo degli oneri per la sicurezza. La categoria di lavorazioni richiesta è la OG3 unica e prevalente, classifica VIII. L’appalto non è suddivisibile in lotti in quanto si tratta di un intervento che per ragioni di sicurezza deve avvenire per fasi strettamente coordinate tra loro. L’accordo quadro avrà durata di 1095 giorni. Le offerte dovranno pervenire entro il 26 settembre.
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Milano, Cmb si aggiudica la nuova sede di Cap Holding in via Rimini firmata Cleaa

Alessandro Lerbini

Alla gara da 16,969 milioni hanno partecipato nove concorrenti. L’edificio si compone di sette piani, uno dei quali è interrato

La Cooperativa muratori braccianti di Carpi vince la nuova sede di Cap Holding a Milano. La società che gestisce il servizio idrico integrato dell’area metropolitana ha appaltato alla coop emiliana la costruzione degli uffici di via Rimini 34/36.

La gara da 16,969 milioni, a procedura ristretta, ha visto la partecipazione di nove concorrenti.
Il progetto porta la firma dello studio Cleaa – Claudio Lucchin & architetti associati di Bolzano – vincitore del concorso di progettazione in team con lo studio Bergmeister di Varna (Bolzano) e con la società ZH di Milano.

L’elemento dell’acqua e le connessioni sono stati i temi da cui si è generato il progetto. L’intervento si inserisce in un contesto residenziale ai margini del parco La Spezia. L’area a disposizione viene completamente riletta aprendo una grande piazza pubblica all’interno della quale sorge l’edificio. Un volume monolitico caratterizzato da un grande sbalzo evidenzia l’ingresso e al contempo evoca l’immagine dell’arca galleggiante. La nuova sede Cap costituisce la riunificazione, in un unico luogo, di tutti gli uffici del gruppo. L’edificio si compone di 7 piani, uno dei quali è interrato.
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Firenze, Avr vince il global service per la manutenzione triennale delle strade da 37 milioni

Q.E.T.

Il raggruppamento temporaneo d’imprese è costituito anche da Sodi Strade, Smart Engeenering e Hydea

Il raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Avr ha vinto il global service della rete stradale del Comune di Firenze, l’appalto da poco meno di 37 milioni in tre anni per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli oltre mille chilometri di strade cittadine. Costituito da Sodi Strade srl, Smart Engeenering srl e Hydea srl, l’Rti per tre anni (rinnovabile di ulteriori tre anni per una cifra di poco superiore) sarà quindi responsabile delle attività di pianificazione, programmazione, progettazione, organizzazione, direzione ed esecuzione delle attività. Il tutto sotto la supervisione e il controllo dell’amministrazione tramite una task force tecnica dedicata.

Si conclude così l’iter, avviato circa un anno fa, dal Comune per l’affidamento ad un unico soggetto dell’intero ciclo operativo delle attività di gestione e manutenzione del proprio patrimonio stradale. Un iter che ha dovuto fare i conti anche con uno stop di qualche mese per un ricorso al Tar sull’esclusione di un concorrente, ricorso che il Tribunale amministrativo ha respinto dando ragione al Comune. I tempi tecnici per l’avvio entro metà settembre, salvo ricorsi.
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