In Italia 637 scheletri di cemento, per completarli servono 4 miliardi

06/07/2018 – Il Sole24 Ore – Edilizia e Territorio

L’anagrafe Mit delle opere incompiute segnala un calo dei cantieri bloccati, ma non spiega perché

Sono 647 le opere incompiute italiane, in calo rispetto allo scorso anno, quando erano 752. Per completarle servirebbero più o meno 4 miliardi, l’8,2% in meno dei 4,3 stimati un anno fa. È quanto rivela l’ultimo monitoraggio del ministero delle Infrastrutture, che gestisce l’Anagrafe delle incompiute, insieme alle Regioni e Province autonome, senza però spiegare a cosa sia dovuto il calo del numero delle opere censite.

Nell’elenco nazionalecontinuano a comparire sempre le “supestar” degli scheletri che punteggiano il paesaggio italiano come la Città dello Sport di Tor Vergata a Roma, la ferrovia Ferrandina-Matera e la diga sul fiume Melito in Calabria, ma le opere incompiute – seppure di poco – si stanno riducendo.

I cantieri a metà si concentrano soprattutto in tre Regioni (Sicilia, Sardegna e Puglia)ma sono diffuse in quantità variabili in tutto il paese. Il problema delle opere in stallo, con il passare degli anni, se non è rimasto intatto, non ha però subito l’accelerazione verso il completamento che era stato il motivo principale per la realizzazione dell’anagrafe. È naturale, allora, che a distanza di anni, comincino a emergere dubbi sulla reale efficacia di questa banca dati.

Prevista nel 2011 dal Governo Monti, è servita soprattutto a certificare casi storici e clamorosi, come il già citato Palasport di Calatrava a Roma o altre opere ferme da decenni in varie parti del paese. A conti fatti, però, non c’è stato l’atteso incentivo per Regioni ed enti locali ad attivare lavori rimasti fermi.
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