Congresso architetti/2. Cantone: la buona progettazione evita le “patologie” dei contratti pubblici”

M.Fr.

««Sì alla semplificazione, ma con le regole». Il codice appalti, dice il presidente dell’Anac, conferma la centralità della progettazione

«Oggi sembra che il codice dei contratti sia un argomento da appestati perché se ne parla per dire che deve essere o cambiato o che deve essere buttato – ha esordito Raffaele Cantone intervenendo ieri a Roma alla giornata d’apertura dell’VIII Congresso nazionale degli architetti – . Il codice non va affatto buttato, anzi, chi vuole buttarlo non lo ha letto. Il codice dei contratti prevede la centralità della progettazione, quella progettazione precisa che consente di fare bene i lavori pubblici e che in futuro si potrà fare tramite il Bim, la progettazione che evita di attribuire alla stessa impresa che fa costruzione l’attività di progettazione».
«Una delle poche attività che sono state sviluppate significativamente in una crisi generale dei lavori pubblici, avvenuta nel primo anno di vita di questo codice – che, ricordiamo, è entrato in vigore da un giorno all’altro – è proprio l’aumento degli appalti di progettazione», ha ricordato il presidente dell’Anac.
«Il codice – ha poi aggiunto Cantone – prova a scommettere, forse un po’ ingenuamente, sul fatto che la progettazione deve essere portata nell’ambito dell’organo che vuole fare l’opera, non necessariamente facendola a lei, ma anzi stimolando moltissimo all’esterno la capacità dei professionisti. Credo che questa sia una delle sfide del codice che va mantenuta e anzi rilanciata. Buone opere pubbliche non si possono fare senza che ci sia una buona progettazione. La buona progettazione è anche uno degli strumenti che evitano le patologie dei contratti pubblici: una progettazione ben fatta evita la riserve, evita le varianti, evita le patologie che hanno condannato – forse ingiustamente – il codice del 2006 a essere abrogato così velocemente. Pensiamo che la concorrenza sia uno stimolo al miglioramento della progettazione e siamo convinti che le opere pubbliche ben fatte siano quelle dove ci sono meno fatti patologici e meno criminalità e corruzione».
Sulle modifiche al codice appalti – cui il governo sta lavorando e sul quale Cantone ha avuto anche un colloquio mercoledì scorso con il premier Giuseppe Conte – il presidente dell’Anac ha fatto capire quale sarà la sua linea di condotta. «Si parla tanto di semplificazione. Siamo assolutamente d’accordo sul fatto di semplificare nella prospettiva che le cose si facciano, ma se semplificazione significa avere le mani libere, andiamo nella direzione opposta a quella della concorrenza, indicata da lei, presidente», ha detto Cantone riferendosi alla relazione letta prima dal presidente degli architetti Giuseppe Cappochin. «In qualsiasi mercato – ha concluso Cantone – la concorrenza ha bisogno di regole, poche e chiare, ma ne ha bisogno. In mancanza di regole vincono i cartelli. Noi ci batteremo perché ci sia una semplificazione ma con le regole, perché l’obiettivo è l’apertura vera del mercato».
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