Appalti, editori contro lo stop di Crimi alla pubblicazione dei bandi sui giornali

06/07/2018 – Il Sole24 Ore – Edilizia e Territorio

Il sottosegretario: basta annunci di gare sui quotidiani. L’associazione degli editori: ascolti prima di parlare

6. Così, con queste parole rilanciate dal “Blog delle Stelle”, il sottosegretario all’Editoria, il pentastellato Vito Crimi rincara la dose il giorno dopo la sua intervista a La Verità. «In un colpo solo con un provvedimento di due righe avremo tre effetti: il taglio del finanziamento indiretto ai giornali; la semplificazione per la Pubblica Amministrazione e un risparmio per le imprese», continua nel suo post il sottosegretario che ricorda il meccanismo che obbliga le imprese aggiudicatrici di appalti pubblici a rimborsare l’Amministrazione le spese per la pubblicazione degli avvisi: «E deve pagare subito, prima ancora di vedere l’ombra di un quattrino, prima di aver stipulato contratti». Per il sottosegretario Crimi, invece, «Gazzetta Ufficiale Italiana e la Gazzetta Ufficiale Europea, liberamente consultabili da qualunque cittadino online».
Un primo importantissimo nodo viene dunque al pettine in tema di editoria con l’arrivo della compagine M5s-Lega al governo. Ma non si sono fatte attendere le repliche. Di sicuro non è stato tenero, per usare un eufemismo, il nuovo presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti. «Al Senatore Sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi, suggerisco di ascoltare la canzone “Pensa” di Fabrizio Moro: prima di rilasciare interviste, pubblicate proprio su un quotidiano di carta, ascolti chi da quarant’anni lavora in questo settore e rappresenta la Fieg, con 8820 anni di pubblicazioni complessive dei propri associati. Poi potrà prendere le proprie decisioni, anche se sulla base di poche settimane di esperienza di Governo in questo settore. I quotidiani – ha concluso Riffeser – svolgono una fondamentale funzione sociale di tutela della Democrazia e della Legalità. Soprattutto nel campo degli appalti e delle gare pubbliche, dove si lamenta da sempre la mancanza di trasparenza sulla conoscenza delle procedure». Critico anche il segretario nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso: «Sull’editoria non ci sono né atti né dichiarazioni incoraggianti. Prevale la voglia di parlare per slogan e di offrire al rancore e alla rabbia dei social un settore vitale per la democrazia e delle sue istituzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA